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ECONOMIA

Inflazione: nel Sannio energia, alimenti e spese per animali costano carissimo

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In questi mesi stiamo sentendo parlare e, soprattutto, vivendo sulla nostra pelle gli effetti dell’inflazione. Spiegato in maniera semplice, si tratta dell’aumento progressivo del livello medio generale dei prezzi, o anche diminuzione progressiva del potere di acquisto (cioè del valore) della moneta. L’effetto più evidente si è visto con l’energia e il carburante con i costi che hanno subito una impennata evidente nelle bollette che sono state recapitate alle famiglie.

L’inflazione italiana è balzata a maggio del 6,8%, tornando a livelli che un’intera generazione non ha mai conosciuto. Questo il dato medio nazionale, ma nelle singole province cosa sta accadendo? Ce lo dice l’Istat che ha messo a disposizione i dati territoriali che sono stati analizzati dal team di InfoData de “Il Sole 24 Ore”. Quello che emerge è che in primis, l’inflazione non colpisce nello stesso modo in tutti i territori e che è differente anche per tipologia di merci.

Abbiamo detto del gas e dell’energia, “ma ci sono beni in controtendenza – spiegano dal giornale economico -, vuoi perché erano già aumentati in precedenza oppure perché seguono un naturale declino storico: elettronica di consumo, computer, fotocamere e cellulari. E anche qualche sorpresa, come l’istruzione universitaria”.

L’esperimento, molto interessante, è questo: immaginando di aver speso l’anno scorso 100 euro in un prodotto o servizio e di volere rifare l’acquisto dodici mesi dopo. Quando dovremmo sborsare oggi? Dipende, appunto, da dove si abita.

IL SANNIO – A Benevento il rincaro più evidente, come per tutto il Paese, è rappresentato dalle spese per energia elettrica, gas e altri combustibili con una crescita in un anno del 53,4%. E non ci è andata neanche troppo male: la media nazionale è del 64,8%. Per dirla in termini numerici i 100 euro di dodici mesi fa, sono divenuti 153.

Nel Sannio costa caro anche prendersi cura degli animali e del giardino. Al secondo posto per aumenti con il 15.4% (la media nazionale è del 4.6%) ci sono gli articoli e attrezzature per attività ricreative, giardinaggio ed animali. Medaglia di bronzo per le spese di esercizio dei mezzi di trasporto: in partica si tratta della somma di carburante, ricambi e manutenzione che balzano del 12.25% in linea con il resto del Paese. Il servizi di trasporto, invece, crescono di 9 punti percentuali.

Aumentano di 11,3 punti percentuali anche gli articoli tessili per la casa: a livello nazionale la crescita è del 3.6%.

Nel Sannio è ‘pesantissimo’ anche il carello della spesa con una crescita del costo dei beni alimentari dell’8.7%: un dato preoccupante visto che la media nazionale è del 7.5%. Cresce anche il costo per i figli piccoli: rispetto allo scorso i genitori sanniti hanno speso l’8.1% in più. Una dato poco confortante visto che nel resto nella nazione la crescita si è fermata all’1.6%.

Rientrano in un range di aumenti che va dal 7.77 al 2.9% moltissimi altri beni e servizi: ad esempio quelli per ricreazione e cultura, ma anche bevande alcoliche, ristoranti (5.4%) e tutte le voci di spesa relative alla manutenzione ordinaria e straordinaria della casa (6%).

Ci sono poi una classe di beni e servizi che non hanno risentito dell’inflazione. Tra questi molti servizi medici e di medicinali, ma anche tabacchi, assicurazioni (nel Sannio sono invariate e nel resto del paese calano dell’1%) e calzature.

Infine calano i prezzi per vacanze, istruzione universitaria e abbigliamento, rispettivamente del 3.2%, del 3.4% e del 3.3%. Giù di oltre il 7% anche i costi per l’acquisto di apparecchi audiovisivi, informatici e fotografici. Infine gli apparecchi telefonici scendono del 10%.

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