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Opinioni

‘Le istituzioni non dimentichino Ascantini, maestro di vita per tanti giovani sanniti’

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Gentilissimo direttore,
oggi, come le è noto, ‘ha passato la palla’ Franco Ascantini, padre fondatore del Rugby Benevento e, in generale, di tutto il movimento rugbystico sannita.

Per tutti era ‘il Professore’, per via del suo diploma Isef che gli aveva permesso di dividersi tra i campi di rugby e le palestre degli istituti scolastici. A Benevento era un’istituzione: centinaia di persone devono a lui successi sportivi e personali. Perché Ascantini non era solo un allenatore, ma un maestro di vita. Siamo certi che il mondo della palla ovale beneventana, in testa il Rugby Benevento, avranno modo di onorarlo e ricordarlo, senza aver bisogno di alcuna sollecitazione.

Ma celebrare questo grande uomo, non può rimanere una questione prettamente sportiva o rugbystica. Crediamo che Franco Ascantini debba avere un riconoscimento dalle istituzioni, dal Comune in particolare. Perché il Professore non insegnava solo a giocare a rugby, insegnava a vivere secondo valori e principi. La sua opera non è stata solo sportiva ma, direi, soprattutto sociale.

In tanti sono a conoscenza del desiderio che Franco Ascantini ha custodito nel suo cuore per anni: diventare cittadino onorario della Città di Benevento. Perché per lui la nostra città era casa. In almeno due occasioni ne ho parlato con lui, proprio perché se ne stava discutendo, ma lui quasi rassegnato rispose: “Vabbe’ se ne parla sempre ma non lo fanno mai”. Sono convinto che sarebbe stata cosa buona riconoscere in vita la sua opera meritoria per la città, ma recriminare serve a poco.

Dunque le chiedo di farsi portavoce con la sua testata affinché l’amministrazione comunale possa ricordarlo dedicandogli uno spazio, un luogo, una strada. Non per forza legato al mondo dello sport. Perché, come appena detto, la sua opera non è stata solo sportiva.

Spero che il Sindaco Mastella si faccia carico di tale istanza, per dare lustro ad un uomo, nato a Fragneto Monforte, che rivendicava con orgoglio le sue origini e che non aveva mai perso i legami con la città di Benevento”.

(Massimo Gallo, giornalista)

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