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Sanità e disagi a San Bartolomeo in Galdo, il Comitato cittadino scrive all’Asl

“Siamo alle solite. Ormai i problemi dovuti alla mancanza di prestazioni sanitarie offerte sul nostro martoriato territorio, non si contano. Ma la perplessità è sempre la stessa. Solo per San Bartolomeo non si previene un problema. Ci facevano notare ad esempio che quando sono mancati i tecnici e radiologo a Morcone, quelli di San Bartolomeo si sono dovuti adoperare per quella mancanza. Allora ci chiediamo perché ora che la radiologia di San Bartolomeo è ferma non vengono tecnici ed il radiologo di Morcone? Perché va via il neurologo e non si trova il rimpiazzo, cosa che andava fatta già da quando lo specialista aveva espresso il desiderio di spostarsi più verso casa? E questo è successo anche per l’oculista e per il nefrologo. Ci dicono ma a San Bartolomeo non ci vuole venire nessuno. Allora trovate un posto per questi poveri specialisti presso un poliambulatorio sotto casa. Eppure per chi viene a San Bartolomeo è prevista una indennità maggiore. Le cose non cambiano”.  Lo scrive in una nota il presidente del Comitato Cittadino San Bartolomeo, Angelo De Conno.

“E a quanto pare non cambiano neppure i dirigenti – sottolinea -, a cui non si può dire nulla perché si urta la suscettibilità. Oggi se un cittadino di S.Bartolomeo deve fare una radiografia deve nuovamente rivolgersi o a Lucera, in provincia di Foggia, a venti minuti, oppure a Campobasso, 40 minuti, perché per arrivare a Morcone ci vuole molto di più. Grazie a questi atavici problemi siamo sempre più affezionati al privato convenzionato, preciso, puntuale e professionale. La sanità pubblica nel Fortore è ancora una volta una chimera, per i più fortunati. Durante la pandemia ci avevano assicurato, il nuovo direttore dell’Asl che avrebbero aperto l’ospedale di comunità. E come è successo nel passato si spendono soldi per impiantistica, attrezzatura, suppellettili ma del funzionamento neppure l’ombra. Ci siamo abituati all’idea che la struttura sanitaria di Via Costa serve solo per spendere soldi, sulla struttura e per far prendere ore a medici che dopo un periodo breve se ne vanno. Per non parlare di quello che per il Fortore, oltre al laboratorio di analisi, è il presidio salva vita, lo Psaut. Ora mancano dei reagenti, perché bisogna fare l’appalto, il riscaldamento funziona a singhiozzo e ancora con il gasolio, quando ormai il gas viene usato anche nella case rurali. Altro spreco. Abbiamo anche saputo di un ecodoppler portatile, acquistato ma non utilizzato, forse sarà portato a San Marco. Uno strumento che per una popolazione anziana e per portatori di handicap sarebbe utilissimo a San Bartolomeo. Ma forse non se ne conosce neppure l’esistenza.

Questa poi è ancora più ridicola, hanno posizionato la cassa automatica per il tiket nel seminterrato con due rampe di scale per raggiungerla – conclude De Conno -, mentre la macchina che distribuisce bibite e biscotti è al piano terra accanto allo sportello del Cup. Per fortuna hanno rimesso degli addetti al pagamento. La favola continua. Il sogno continua. Ma la realtà è più che drammatica. E’ inverosimile”.

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