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Fortore

Fortore, Ruggiero attacca Regione e Provincia: ‘In queste condizioni la transizione energetica è pura utopia’

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“Oggi ho scritto ufficialmente al Presidente della Regione Campania ON. Vincenzo De Luca per segnalare che gli iter autorizzativi messi in campo dalla Regione Campania in materia di impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile non seguono più alcuna logica.

A scatenare questa dura presa di posizione – scrive Giuseppe Antonio Ruggiero, sindaco di Foiano di Val Fortore e consigliere provinciale Pd – è stata la mancata approvazione di una variante per un impianto proposto dalla Società Irpinia Vento da ubicarsi nel Comune di San Bartolomeo in Galdo, ma con opere di connessione nel Comune di Foiano di Val Fortore.

In particolare la società in questione aveva avuto l’autorizzazione alla realizzazione di 16 aereogeneratori non senza problemi, considerato che fu il Tar Campania ad imporre il rilascio dell’autorizzazione unica alla Regione Campania nonostante l’assenza del parere di impatto ambientale, i cui tempi di rilascio erano andati oltre ogni ragionevole misura.
Irpinia Vento aveva chiesto successivamente alla Regione Campania di poter ridurre da 16 a tre gli aereogeneratori, sostituendo quelli da 2 Mw con nuove e più moderne macchine da 6 Mw.

Contro questa evidente riduzione degli ingombri, sia la Regione Campania che la Provincia di Benevento – prosegue nella nota – hanno espresso un proprio parere negativo, evidenziando come nelle motivazioni sottoscritte dalla Provincia si faccia riferimento ad un effetto selva inesistente per un territorio, quello di San Bartolomeo in Galdo, che non ospita alcun aereogeneratore.

Ma l’assurdità non è unicamente l’atteggiamento del settore energia regionale o ciò che c’è scritto negli atti del Presidente della Provincia, il quale parla di repowering degli impianti senza conoscere nulla della questione se non il fatto di non volerne a Santa Croce del Sannio, quanto tali decisioni lasceranno al proponente unicamente tre strade: realizzare i sedici aereogeneratori così come originariamente autorizzati; istallare sedici turbine il cui rotore è aumentato del 15% come previsto dal D.L. 76/2020 oppure ridurre a sei gli aereogeneratori, ma istallando macchine da 6 Mw, e sottoponendo però l’impianto alla valutazione non più della Regione ma del Ministero della transizione energetica in base al D.L. semplificazioni 77/2021, in un’ottica certamente di maggiori favori considerata la crescente consapevolezza di una necessaria transizione energetica.


Un modo di procedere senza alcuna logica, a tratti schizofrenico, in cui i proponenti non riescono a trovare tempi certi su cui reggere i propri investimenti, con il risultato finale di avere impianti eolici in territori che non vogliono ospitarli e non farne realizzare dove i territori sono maggiormente aperti a tali prospettive. Pensare di raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti in Europa – conclude Ruggiero – in queste condizioni è pura follia”.

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