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CRONACA

Ente Morale San Filippo Neri, maxi sequestro all’ex presidente

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A seguito di attività di indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Benevento, nella giornata di ieri i finanzieri del Nucleo PEF di Benevento hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento, su richiesta della Procura della Repubblica, per la somma di 428.434,44 euro,  nei confronti dell’ex presidente dal gennaio 2008 fino al novembre 2017 del Cda dell’Ente Morale San Filippo Neri di Benevento, l’avvocato 76enne Antonio Caroscio.

Nel mirino degli inquirenti plurime condotte di peculato, protrattesi per circa un decennio e correlate alla gestione economico finanziaria dell’Ente, da ritenersi inquadrabile, in ragione delle proprie funzioni e finalità e dei contributi pubblici ricevuti, come ente di diritto pubblico.

Le indagini, svolte attraverso l’esecuzione di perquisizioni, analisi ed acquisizioni documentali unitamente a plurimi e capillari accertamenti bancari sui conti dell’Ente – si legge nella nota della Procura – sono scaturite da una segnalazione proveniente da ambienti istituzionali e da articoli stampa, finalizzate a conoscere la destinazione e/o l’utilizzo della somma di denaro di circa due milioni di euro, versata dal Comune di Benevento per l’acquisto del complesso immobiliare di San Vittorino, di cui era originariamente proprietario l’Ente San Filippo Neri.

Gli accertamenti esperiti dalla Guardia di Finanza hanno evidenziato l’appropriazione complessiva della somma di denaro di 428.434,44 euro da parte del Presidente pro-tempore dell’Ente, somma indebitamente sottratta al citato Istituto, attraverso prelievi per contanti e/o bonifici bancari giustificati per saldare prestazioni di servizi e costi  fittizi o comunque non inerenti le attività svolte dal San Filippo Neri, quali ad esempio: lavori di ristrutturazione e manutenzione asseritamente svolti da tre imprese edili del beneventano, risultati mai effettivamente realizzati in quanto non contabilizzati dalle citate ditte e di cui non risultano versati i saldi nei relativi conti aziendali, imprese – tra l’altro – senza competenze specifiche in ambito edilizio, alcune delle quali – peraltro – prive di automezzi ed operai. Emblematico, al riguardo, il caso di alcune parti dello stabile, quali ad esempio il giardino interno, che ricorrono più di una volta nelle fatture fittizie per ristrutturazione e manutenzione, risultate invece fatiscenti e vetuste; elargizione di una somma  di denaro pari ad 113mila euro in favore di un dipendente dell’Ente, a titolo di compenso per una transazione relativa ad una vertenza lavorativa con il medesimo, somma di cui non vi è traccia nei documenti ufficiali, non transitata affatto sul conto corrente dell’interessato ed erogata in assenza di qualsivoglia giustificazione documentale; costi non pertinenti alla gestione dell’Ente, sottesi ad acquisti di tipologie di merce assolutamente non pertinenti rispetto alla scuola materna in seno all’Ente, o comunque acquistati in periodi di chiusura della scuola.

Inoltre, la sottrazione di somme afferenti a rette scolastiche pagate dalle famiglie per la frequentazione dei bambini della scuola materna in seno all’Ente, non inserite nei consuntivi e non versate nei conti bancari.

In tale contesto si è proceduto, pertanto, alla luce della ricostruzione effettuata dalla Guardia di Finanza di Benevento, al sequestro di somme di denaro nella disponibilità dell’indagato e di un bene immobile.

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