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POLITICA

‘Parco nazionale del Matese’, De Lucia: “Gravoso ritardo della Regione”

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“È di soli pochi giorni fa l’ennesimo appello al ministro dell’ambiente, Sergio Costa, in merito al blocco della procedura istitutiva del Parco Nazionale del Matese. Secondo Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente, il mancato completamento della procedura istitutiva crea un forte danno economico alle zone interessate”. Così in una nota la senatrice del M5s, Danila De Lucia.

“Anche quest’anno – scrive Nicoletti – non è possibile partecipare al bando Parchi per il Clima del ministero dell’Ambiente che stanzia 100milioni di euro, destinando tra i 3,5 ed i 5,5 milioni di euro per ogni Parco nazionale. Da qui – aggiunge – la richiesta di accelerare le procedure. È bene ricordare che il Parco, istituito nel dicembre 2017,  si estende su una superficie di oltre 100 mila ettari che interessano sia il versante molisano che quello campano; nell’area ricadono ben 64 comuni, ripartiti tra quattro province (Caserta, Benevento, Isernia e Campobasso) e due regioni (Campania e Molise).Proprio per il coinvolgimento di un così vasto territorio, con i colleghi della Camera, Pasquale Maglione e Antonio Federico, abbiamo sollecitato l’intervento del ministro Costa sulla questione. Ora ci è giunta, per le vie brevi, una dettagliata risposta dal Ministero nella quale si sottolinea che, dopo una serie di incontri sul territorio, con il pubblico e gli stakeholder, fra novembre 2018 e maggio 2019, nel settembre dello stesso anno, richieste e sollecitazioni sono state a loro volta inviate, per conoscere gli orientamenti delle amministrazioni regionali sull’ipotesi di perimetrazione e zonazione che si era delineata.

Stante l’inerzia delle due amministrazioni regionali – sottolinea -, il ministro dell’Ambiente ha inviato, in data 29 gennaio 2020, una nota con la quale si invitavano i presidenti delle Regioni Campania e Molise ad assicurare ogni iniziativa utile alla definizione della proposta di perimetrazione, zonazione e disciplina di tutela dell’istituendo Parco.Successivamente, la Regione Molise ha trasmesso al ministero le delibere con le quali è stata proposta per alcuni comuni la modifica della perimetrazione del parco rispetto alla proposta del Ministero, e tali modifiche sono al momento all’esame tecnico dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, in sigla ISPRA.La stessa Regione Molise con nota del 14 febbraio, ha dato riscontro all’invito del Ministro, assicurando l’impegno a trasmettere la documentazione di completamento della delimitazione territoriale in tempo utile. Non si è avuto, tuttavia, un ulteriore contributo a questo riguardo.Per quanto riguarda la Regione Campania, nessun riscontro è pervenuto a tutt’oggi al ministero, nonostante un ulteriore sollecito del 5 marzo scorso, lasciando ancora non espresso il suo orientamento e condizionando così l’intero procedimento.Intanto, su indicazione di Costa, è bene ribadire che è comunque in corso la fase finale del procedimento dell’Ispra che tiene conto dell’evoluzione dell’istruttoria sulla base oltre che delle delibere della Regione Molise sopra citate, delle altre istanze pervenute da soggetti diversi, indipendentemente dalle Regioni.

In tal modo – conclude – si sta definendo la proposta di perimetrazione e zonazione che il ministero dell’Ambiente invierà nuovamente alle Regioni Molise e Campania per acquisirne il parere tecnico e poter quindi procedere alla fase conclusiva dell’istituzione del Parco, con la richiesta di intesa alle stesse Regioni e di parere alla Conferenza Unificata.Insomma, al palo c’è solo la Regione Campania che, nonostante i solleciti e le promesse, a tutt’oggi non ha ancora espresso il suo orientamento, condizionando l’intero procedimento. Inutile sottolineare che questo atteggiamento crea un tangibile danno economico a territori che meriterebbero una particolare attenzione”.

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