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ECONOMIA

‘Fase 2’, per il Sannio ripartenza lenta: servono tecnologia e flessibilità

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Con l’avvicinarsi del prossimo 4 maggio salgono le attese per la “Fase 2” che dovrebbe allentare gradualmente il lockdown portando alla riapertura di attività ed ad una prima riduzione del distanziamento sociale. Ma come sarà questa nuova fase? E le nostre città sono pronte? Interrogativi legittimi, ma ai quali è complesso rispondere in questo momento. Ha provato a farlo il nuovo report di EY – un network mondiale di servizi professionali di consulenza direzionale, revisione contabile – che, incrociando gli indicatori di resilienza dello Smart City Index di EY (fattori sanitari, economici e sociali) traccia alcuni scenari probabili.

Secondo lo studio il Sannio avrà una ripartenza lenta (secondo scenario su quattro): i due paramenti di studio sono il basso contagio, ma anche un indice basso come smart city.

Le condizioni per la ripartenza post-COVID19 sono ancora da definire nel dettaglio, ma i contorni sono noti.

Come detto, uno dei parametri è il numero di contagiati, l’altro è la capacità dei territori di mettere in atto delle leve per ripartire.

Secondo lo studio sono 6: un’organizzazione della risposta sanitaria all’altezza; infrastrutture di mobilità capienti e flessibili; ampia copertura delle infrastrutture di comunicazione a banda ultralarga fissa (fibra ottica) e mobile (5G), wi-fi pubblico capillare, scuole e amministrazioni già connesse in fibra ottica; capacità di tenere sotto controllo la città attraverso la sensoristica e le centrali di controllo urbano (traffico, sicurezza); servizi pubblici interamente digitalizzati; elevata capacità di engagement digitale dei cittadini (comunicazione con app e social network).

In sostanza, le città che hanno le infrastrutture più resilienti e le tecnologie più avanzate, sono pronte più di altre a ripartire.

PRO E CONTRO – Analizzando queste leve in merito, a Benevento appare evidente come ci siano punti forti, ma anche notevoli criticità. Dal punto di vista sanitario, il contagio non troppo esteso rispetto ad altri territori offre un punto di partenza davvero positivo bilanciando la leva dell’organizzazione sanitaria. Resta, però, il tema smart city dove il Sannio non ha mai brillato. Ad esempio la fibra: è proprio di questi giorni il potenziamento della rete, che rappresenta un passo incoraggiante, ma è anche vero che l’alta percentuale di popolazione residente over 65 non aiuta. Desta qualche preoccupazione anche la gestione degli assembramenti con la Municipale che si è dotata recentemente di droni, ma con il sistema di videosorveglianza che ancora non è entrato in funzione a pieno ritmo.

“È però indubbio – spiega il report – che le città hanno situazioni e prospettive molto diverse, il che rende evidente che trarranno dalla ripartenza vantaggi diversificati: una città con un livello di contagio più elevato potrebbe essere costretta a dover mantenere più rigorosamente il distanziamento sociale rispetto ad un’altra che ha meno contagi e che può consentire ai cittadini una maggiore libertà di movimento, con meno ripercussioni in termini di nuove ondate di contagi. E se questa città ha un sistema di mobilità più capiente e più flessibile, se il suo sistema di logistica urbana è più avanzato, se ha più fibra ottica nelle abitazioni e magari il 5G è già partito, ecco che potrà permettersi ancora più libertà di azione, perché i suoi cittadini potranno ad esempio fare più agevolmente smart working e didattica a distanza, avere più facilmente la spesa a domicilio ed uscire solo quando è strettamente necessario; se invece non hanno banda sufficiente e non riescono a lavorare efficacemente da casa, saranno costretti ad andare più spesso in ufficio ed aumentare così i rischi di assembramenti”.

Da qui l’individuazione dei 4 scenari possibili: Ripartenza facile (basso contagio/buona resilienza) con città come Cagliari, Siena e Pisa.

Ripartenza lenta (basso contagio/scarsa resilienza): sono città dove la ripartenza potrebbe avvenire assai presto, dato il basso livello di contagio, ma più lentamente, perché le loro infrastrutture di mobilità e comunicazione non sono di livello elevato e non consentono grandi prestazioni. E’ il caso di Benevento che è in compagnia di Roma e Napoli.

Ripartenza frenata (alto contagio/buona resilienza): sono le città del Nord tradizionalmente “smart”, come Milano, Bergamo, Brescia, Piacenza, ecc., che, pur avendo sistemi di mobilità, reti TLC e reti di sensori molto avanzate, appaiono frenate nella ripartenza da alti livelli di contagio.

Ripartenza critica (alto contagio/scarsa resilienza): sono le città dove la ripartenza appare più critica, perché accanto a situazioni di contagio molto elevate si abbinano livelli di resilienza molto bassi. Sono città come Cremona, Lodi, Lecco, Alessandria, Verbania, raramente ai primi posti nelle classifiche di smart cities italiane.

Appare ovvio, come in tutte le statistiche, che se dovessero verificarsi queste condizioni dovrebbe cambiare anche la direzione di investimento delle istituzioni pubbliche. Al di là della curiosità statistica, infatti, appare evidente che la programmazione dovrà cambiare nei prossimi mesi o anni: investimenti su digitalizzazione – pubblica e privata – e in tecnologia al servizio di sicurezza, salute e trasporti, sono le necessità e le sfide che il Covid-19 mette di fronte alle amministrazioni locali e nazionali. La partita per il rilancio dei territori si gioca qui ed è un priorità che deve necessariamente entrare nelle agende di Governo cambiando radicalmente il modo di amministrare.

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