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POLITICA

Fucci: ‘La Regione riapra veramente i presidi sanitari sanniti e li fortifichi sul serio’

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“Ho appreso con immensa gioia dell’appello che sua Eccellenza Domenico Battaglia ha rivolto al Governatore della Regione Campania affinché riapra l’ex Presidio Ospedaliero Maria delle Grazie di Cerreto Sannita.

L’iniziativa del Vescovo – scrive l’ex assessore regionale Vittorio Fucci – mi procura gioia  non tanto perché da anni, ed in particolare negli ultimi mesi, sto sostenendo la battaglia per la riapertura per l’Ospedale di Cerreto Sannita e per l’apertura di quello di S. Bartolomeo in Galdo, nonché per il potenziamento dell’Ospedale di S. Agata dei Goti, ma soprattutto perché nella iniziativa del Vescovo rivedo la Chiesa di Cristo, la Chiesa dei grandi Pontefici da Pio Duodecimo fino a Papa Francesco.   Ritrovo, cioè,  la Chiesa coraggiosa, che in maniera forte ritorna a combattere nell’interesse dell’uomo al centro della vita.

Dice bene sua Eccellenza Battaglia che il nostro Paese, ma in generale molti Paesi nel mondo, sono in grado di “fabbricare più proiettili di morte che non costruire colpi di vita”.

Difronte al disagio sociale sempre più imperante, in maniera particolare nel nostro Sannio, abbandonato e avviato verso la desertificazione totale, – prosegue Fucci – l’inerzia di chi gestisce il potere, rispetto alla necessità di riaprire e aprire gli Ospedali e ad iniziative che diano priorità  al sostegno necessario che deve essere dato ai cittadini, corrisponde alla fabbricazione di proiettili di morte  e non di colpi di vita.

L’appello del Vescovo è inequivoco: riaprire l’Ospedale di Cerreto Sannita e renderlo operativo e funzionante al 100%.

Non possiamo assistere a nuovi inganni, come ad esempio quello degli Ospedali di comunità che consistono in guardie mediche leggermente più specializzate, risolvendosi in luoghi che accompagnano alla morte i malati cronici.

C’è bisogno – conclude – anche dei cronicari, che a dire il vero già funzionano nei reparti Ospedalieri, ma oggi la priorità è quella di Ospedali che funzionino a tutto regime per ora e per il futuro e che possano, in questo periodo, fronteggiare i pericoli sempre in agguato della drammatica pandemia in corso”.

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