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Vertenza Stir, Ricci incontra i lavoratori: “Unica soluzione riaprire e ampliare impianto”

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“La situazione di Samte è complessa e non è di facile risoluzione. Abbiamo un’unica strada per salvare l’azienda: riavviare al più presto l’impianto di Casalduni e ampliarlo per il futuro, in modo da concludere il ciclo dei rifiuti nel Sannio”. Sono le parole del presidente della Provincia di Benevento, Claudio Ricci, che questa mattina ha incontrato i sindacati e una delegazione dei 54 lavoratori della società di proprietà della Rocca. Come è noto, dopo l’incendio dello scorso agosto, lo Stir non è tornato in funzione e questo rappresenta un problema per i lavoratori, ma anche per i Comuni sanniti che stanno conferendo in impianti di altre province con ulteriori costi di trasporto.

A questa situazione si aggiungono la problematica degli enti morosi che ancora non hanno pagato la società provinciale ed il sequestro dell’area da parte della magistratura che impedisce la ripresa delle attività. Intanto, all’orizzonte si profila la data del 13 dicembre, quando la situazione finanziaria della Samte sarà valutata dal Tribunale con la riunione dei creditori.

“L’unica soluzione – ha spiegato Ricci – è quella di rimettere in moto al più presto la struttura. Non solo, bisogna immaginare un futuro nuovo per lo Stir cercando di realizzare un impianto di compostaggio che possa chiudere il ciclo dei rifiuti del Sannio. Sarebbe un vantaggio per tutti e per realizzarlo sto avendo dei contatti continui con la Regione”.

Una ipotesi che sembra trovare l’appoggio di Palazzo Santa Lucia. Al quadro già complesso, si aggiunge anche il tema delle prossime elezioni provinciali con Ricci che auspica un proseguimento della sua linea anche da parte di chi gli succederà alla guida della Rocca. Il tutto, in attesa dell’avvio dell’Ato, organo competente in materia, che è ancora fermo al palo.

Potenziare e far ripartire lo Stir, ovviamente, sarebbe la soluzione ideale per i lavoratori che avrebbero un futuro più certo, ma anche una condizione importante per affrontare l’appuntamento del 13 dicembre con i creditori e i giudici. La condizione necessaria a tutto questo, però, resta il dissequestro dell’impianto. “Se le attività non riprenderanno – ha concluso Ricci – per la Samte sarà dura. Abbiamo solo spese e garantire 54 stipendi senza lavorare non è possibile. Per questo chiederò un incontro con la Procura”.

Intanto, i sindacati e i lavoratori restano in attesa di capire come evolverà la soluzione. La Cgil e la Uil, attraverso i responsabili Antonio Tizzani e Cosimo Pagliuca, continuano ad esprimere la loro preoccupazione per il blocco perdurante dell’impianto ed il conseguente passare delle settimane di cassa integrazione. Un ammortizzatore sociale che non potrà ancora essere utilizzato a lungo.

Al termine dell’incontro Pagliuca ha anche avuto una conversazione telefonica con il presidente dell’Ato rifiuti del Sannio, Pasquale Iacovella, durante la quale si è discusso anche della possibile chiusura definitiva e dello spostamento in altra sede dell’impianto dello Stir di Casalduni. Secondo quanto riferisce il sindacalista della Uil, “Iacovella è stato fermo ed irremovibile, mai notizia è stata così falsa. Ci sono tutti i presupposti per rimettere in funzione l’impianto il prima possibile. Il tempo, chi non ha di meglio da fare che alzare polveroni per mettere in difficoltà chi si attiva nel modo giusto, dovrebbe trascorrerlo diversamente”.

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