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CULTURA

Il Teatro Romano nel Polo museale campano: a breve la nomina del direttore

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Si aprono nuovi scenari per il Teatro Romano di Benevento. Il decreto dello scorso 7 febbraio del ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha assegnato il monumento al Polo museale della Campania. Una decisione che potrebbe portare ad una maggiore valorizzazione e fruizione del bene.

COSA CAMBIA – Il decreto in sostanza ha fatto divenire il Teatro Romano un museo. Uno status che si traduce, secondo quanto disposto dalla normativa del settore, in una autonomia tecnico-scientifica per la valorizzazione e la pubblica fruizione. Non solo: i musei sono dotati di un proprio statuto e possono sottoscrivere, anche per fini di didattica, convenzioni con enti pubblici e istituti di studio e ricerca. La tutela e gli interventi di riqualificazione, invece, restano in capo alla Soprintendenza responsabile.

Il Teatro, dunque, entrerà a far parte a tutti gli effetti del network museale campano e la gestione sarà affidata ad un direttore che, a breve, dovrà essere nominato. Una figura che dovrà occuparsi prettamente della gestione del monumento con azioni di programmazione culturale e coordinamento.

Una opportunità che non deve essere sprecata anche alla luce del mezzo milione di euro che il Mibact ha deciso di investire per edilizia pubblica, restauro e valorizzazione dell’edificio storico.

IL FUTURO – Tra i compiti del direttore ci sarà anche l’impegno nel favorire la partecipazione attiva degli utenti per garantire effettive esperienze di conoscenza. Una gestione, dunque, che dovrà creare una logica museale e, soprattutto, dare vita a sinergie con gli altri istituti presenti sul territorio.

Un luogo capace di affascinare turisti e visitatori con la sua storia, ma che deve tornare ad essere un punto di riferimento nel panorama culturale di Benevento: centro artistico, luogo privilegiato per spettacoli e location incantevole. Gli oltre 21mila ingressi del 2017 sono la base di partenza di un progetto affascinante e la dimostrazione di una qualità indiscussa che aspetta solo di essere valorizzata ulteriormente.

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