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Fortore, intesa fra tre Comuni per promuovere e sostenere lo sviluppo locale

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Promuovere e sostenere un processo di sviluppo locale condiviso e partecipato. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa per la valorizzazione dell’area firmato dai Comuni di Molinara, San Giorgio la Molara e San Marco dei Cavoti, dal titolo “La porta territoriale del Fortore: nuove dimore della creatività”.
Il progetto partirà dall’individuazione degli ambiti tematici caratteristici dell’identità dei tre borghi su cui innestare la costruzione di una strategia di sviluppo locale integrata in relazione alle specificità, ma anche da un’analisi del contesto per capire criticità e potenzialità: al declino demografico diffuso, al forte invecchiamento della popolazione e alla debolezza dei collegamenti stradali e del tessuto imprenditoriale, infatti, fa da contraltare un consistente patrimonio forestale, olivicolo e zootecnico, oltre ad un sistema di artigianato tipico artistico e dolciario e caratteristiche storico-culturali-paesaggistiche di eccellenza.
L’area del Fortore in questione – si legge nell’atto firmato dai tre sindaci – è indicata inoltre in tutte le statistiche nazionali tra i territori dove più forte è la marginalità sociale ed economica dell’intero Paese. Proprio in queste aree risulta stridente la mancanza di un progetto di sviluppo e di strategia d’insieme delle istituzioni, ma anche il fallimento di una visione economica legata alla globalizzazione. L’indice di povertà è testimoniato anche dal fatto di possedere uno dei redditi procapite più bassi del Mezzogiorno.
Quale dunque l’azione dei tre Comuni? Quella di condividere e perseguire una nuova visione di organizzazione economica e sociale locale ispirata al modello della sostenibilità, eguaglianza, prosperità e felicità, secondo il nuovo approccio della “civiltà della decrescita”. Non solo: rafforzare anche la valorizzazione delle tante economie locali, diverse tra loro ma interconnesse, basate sulle attività che possono conseguire una migliore qualità della vita, una più forte coesione sociale e una sostenibilità ambientale.
Si punterà quindi a creare anche ospitalità diffusa, promuovere i prodotti enogastronomici, creare un sistema di percorsi naturalistici ed ecologici, valorizzare i borghi antichi e i centri storici, potenziare le connessioni, rafforzare i servizi e salvaguardare le risorse. La strategia utilizzata consiste nel creare una rete di ospitalità di nuova concezione che integri ricettività, cultura ed educazione, fruizione dell’ambiente e del paesaggio, prodotti agroalimentari, welfare e mobilità leggera, servizi digitali, e spinga per l’espansione di un’economia di servizi strettamente intrecciata alla qualità dei luoghi, alla vocazione residenziale e turistica del territorio.
Queste le tematiche da affrontare: sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali; sviluppo della filiera dell’energia rinnovabile; turismo sostenibile; cura e tutela del paesaggio, dell’uso del suolo e della biodiversità; valorizzazione e gestione delle risorse ambientali e naturali; valorizzazione di beni culturali e patrimonio artistico legato al territorio; accesso ai servizi pubblici essenziali; inclusione sociale di specifici gruppi svantaggiati; legalità e promozione sociale nelle aree ad alta esclusione sociale; riqualificazione urbana con la creazione di servizi e spazi inclusivi; reti e comunità intelligenti.
I tre Comuni si impegneranno, infine, ad avviare un processo partecipato, attraverso il quale giungere alla definizione di un cronoprogramma delle azioni istituzionali, programmatiche e progettuali che realizzano il tema strategico e gli obiettivi, a partire dal PSR ed in particolare dalle misure relative alla valorizzazione dei borghi antichi e quella dei percorsi ambientali tematici.