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AMBIENTE

Diga di Campolattaro e sicurezza, l’Asea a Mastella: preoccupazioni infondate

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“A riscontro della nota a margine inerente l’oggetto e al solo fine di fugare le «preoccupazioni che nelle ultime ore ha destato nelle Istituzioni e nei media» il bacino artificiale di Campotosto, con conseguente richiamo «all’attenzione delle competenti Istituzioni sulla diga di Campolattaro», corre il preliminare obbligo di precisare come le «preoccupazioni» suddette si siano rivelate ampiamente infondate, ai limiti del procurato allarme”.

Così l’Asea risponde al sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che aveva inviato una lettera al presidente della Giunta Regionale della Campania, al prefetto di Benevento, alla partecipata della Provincia e al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche per richiamare l’attenzione sulla diga di Campolattaro e chiedere la convocazione di una riunione per individuare le azioni necessarie a conseguire la sicurezza dell’infrastruttura.

“Prontamente l’ENEL, Ente gestore di quell’infrastruttura, – spiegano in una nota – ha affermato «la totale assenza di situazioni anomale». Non a caso l’autore delle irresponsabili dichiarazioni, causa del destato allarme, ha dovuto adoperarsi in una clamorosa e quanto mai opportuna marcia indietro, ritrattando quanto precedentemente esternato.

Ad ogni modo, con lo scopo di volerLa meglio rassicurare, evitando altresì di provocare immotivata apprensione, la scrivente Azienda Speciale, nella qualità di Ente gestore della Diga di Campolattaro, in rigorosa coerenza con la documentazione tecnico-scientifica agli atti, rappresenta quanto segue: ritenendo che si riferisca al «collaudo funzionale» dell’opera, essendo la stessa già ampiamente collaudata dal punto di vista statico ed amministrativo, è necessario richiamare, al fine di averle ben chiare, le procedure basilari che guidano e conducono al «collaudo funzionale» di una diga a terrapieno quale è quella oggetto della sua premura.

La diga di Campolattaro, come altre 92 in Italia, è in fase di «esercizio sperimentale». Trattasi del pluriennale e meticoloso processo di «invasamento e svasamento per cicli» che, disposto e cadenzato dalla Direzione Generale per le Dighe del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di Roma, soggetto preposto alla verifica dello stato di esercizio e del comportamento della diga, culmina con il «collaudo funzionale» dell’opera.

In verità tale processo – spiega l’Asea – è oggi nella sua fase conclusiva come attesta la stessa Direzione Generale per le Dighe che, con Nota n. 0028468 del 27/12/2016, nell’autorizzare il proseguimento degli invasi sperimentali, testualmente dichiara: «Il proseguimento dei cicli di invaso sperimentale, con il conseguimento della quota di massima regolazione (377,25 m.s.m. + 3,25 m rispetto alla quota attualmente autorizzata) non risulta allo stato condizionato da problemi di tenuta dello sbarramento». In coerenza con tale autorizzazione, è già stato approntato ed approvato, in via preliminare e definitiva, il progetto per la realizzazione della «variante alla strada Senzamici, ricadente nel comune di Morcone». La Variante, della lunghezza di circa 400 m. ca., è di imminente realizzazione e rimuove l’unica condizione ostativa al raggiungimento della «quota di massima regolazione» di cui alla citata recente autorizzazione della Direzione Generale per le Dighe del 27 dicembrescorso. Trattasi del «programmato punto di approdo» del lungo processo di «invasamento e svasamento per cicli» che, iniziato da quota 339 m.s.m., prelude a quel «collaudo funzionale» della diga cui Lei sembra alludere.

Con riferimento alla «ri-valutazione sismica», si coglie l’occasione per ricordare come il progetto della Diga di Campolattaro sia stato vagliato ed approvato, in ogni sua parte, con le relative nonché obbligatorie «verifiche sismiche». Verifiche, si badi, effettuate con grado di sismicità di 1ª categoria, vale a dire il massimo previsto dalla norma all’epoca vigente. Coerentemente l’opera è stata «dimensionata e realizzata» per resistere ad azioni sismiche di tale portata.

A seguito del recente aggiornamento delle leggi anti-sismiche ed alla luce delle stesse, la Direzione Dighe ha conseguentemente chiesto una «ri-valutazione» di quanto già effettuato. Detta «ri-valutazione», nonostante le difficoltà di reperimento delle risorse da Lei accennate, è in corso di esecuzione.

Per quanto concerne invece la «ri-valutazione idraulica», si tratta, anche in questo caso, di una nuova stima di quanto approvato contestualmente al progetto diga. Questo Ente gestore ha da subito attivato, nonché finanziariamente sostenuto, tutte le procedure necessarie alla predetta «ri-valutazione». Recentemente sono stati acquisiti i risultati delle «prove su modello» eseguite presso l’Università dell’Aquila. Trattasi degli ultimi dati funzionali al compimento del processo di rivalutazione di cui è in corso la stesura definitiva. Si può comunque anticipare che le caratteristiche e le potenzialità di scarico degli organi della diga sono adeguate e coerenti con le finalità della «ri-valutazione idraulica». Del resto quanto affermato è stato ampiamente dimostrato dal notevole contributo svolto dall’invaso di Campolattaro per limitare fortemente i pur ingenti danni che si sono avuti a valle della diga durante le recenti alluvioni dell’ottobre 2015.

Facendo, da ultimo, cenno al «Piano di emergenza della Diga di Campolattaro», documento la cui esistenza è «conditio sine qua non» per l’avvio e il proseguimento degli invasi sperimentali, Le rappresentiamo come esso sia stato elaborato ed adottato in stretta osservanza degli indirizzi ministeriali e con riferimento a quanto indicato nel «Documento di Protezione Civile» e nel Foglio di Condizioni per l’Esercizio e la Manutenzione», entrambi redatti dall’Ufficio Tecnico per le Dighe di Napoli.

È altresì doveroso menzionare – conclude l’Asea – come la diga di Campolattaro sia monitorata e sorvegliata, h 24, da personale tecnico all’uopo dedicato. I dati acquisiti e le misurazioni prodotte, costantemente analizzati e vagliati dall’Ing. Responsabile e/o dall’Ing. suo sostituto, sono quotidianamente trasmessi alla Direzione Generale per le Dighe di Roma. Inoltre: trimestralmente sono trasmessi all’Ufficio Tecnico per le Dighe di Napoli i «Bollettini delle Misure e Osservazioni» di cui all’art. 19 del Reg. D.P.R. 1.363 dell’01.11.1959; semestralmente, è trasmesso alla Direzione Generale per le Dighe di Roma e all’Ufficio Tecnico per le Dighe di Napoli il «Documento di Asseverazione» di cui al punto C della Circolare PCM/DSTN/2/22806 del 13.12.1995; semestralmente l’Ufficio Tecnico per le Dighe di Napoli effettua, in situ, la «visita di vigilanza» di cui all’art. 11 del D.P.R. 1.363 dell’01.11.1959. Trattasi della variante all’attuale strada interpoderale che conduce alla contrada «Senzamici». Strada che, per il tratto oggetto di variante, si trova ad una quota inferiore rispetto a quella di massima regolazione dell’invaso”.

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