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Comune di Benevento

Caserma Pepicelli, le riflessioni e i dubbi di Giovanni Zarro (Pd)

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“Quale il destino dell’Ex Scuola allievi carabinieri? Federal building o una postazione militare dell’esercito italiano? In un incontro, svoltosi al Comune, e dalla relativa discussione, sembra sia emersa la possibilità che quella struttura sia destinata a diventare “Federal building”! L’amministrazione, per quello che si legge, sembra convenire su questa prospettiva. La stessa proposta, il Comitato di Quartiere Zona Alta discusse con il Sindaco Pepe. A cavallo del 2015-2016. E non espresse dissenso. Anzi, spinse il Sindaco, di allora, ad operare, per risolvere il problema. Con sollecitudine. L’opinione del Comitato non è cambiata. Va bene così, naturalmente”. A scriverlo in una nota è Giovanni Zarro, esponente Pd ed ex capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Mosti.

“E tuttavia alcune note. La prima. Il quadro finanziario. La spesa per il riadattamento della struttura ammonterebbe a 26mln di euro il risparmio da fitti passivi ed altro ammonterebbe a circa 1 mln annuo. Per ammortizzare il capitale impiegato, sulla base dei risparmi possibili, sarebbero necessari 26 anni. Senza contabilizzare gli interessi. Raccontato in questo modo, l’investimento potrebbe non essere così interessante. Considerata, anche, la comodità dei dipendenti e quella della città. Ma deve decidere l’Amministrazione Statale. E che dire? Fiat.

La seconda. La cassa. I 26 mln, per finanziare l’opera di riorganizzazione dell’intero edificio sono presenti o non sono disponibili, o nemmeno programmati e, a ragione della consistenza della somma, ci saranno ritardi? O, addirittura, alla fine, si potrebbe paventare un’altra incompiuta? Qui un “caveat” lo porrei! La fattibilità della iniziativa va valutata in modo più approfondito. Altrimenti la città di Benevento potrebbe imboccare una strada il cui termine si perderebbe… nell’infinito. E questo nessuno lo vuole. Non credo l’Amministrazione. Meno che mai i cittadini.

L’altra ipotesi. La postazione militare. Credo – aggiunge – andrebbe meglio indagata. Una questione strategica come può essere la “geografia” della distribuzione sul territorio dell’Esercito Italiano, non può essere discussa e definita con il terminali sul territorio dell’Amministrazione Centrale! Il penso, proprio, di no! Non si può parlare di argomenti strategici con chi è addetto ad altro! Prima di scegliere in modo definitivo, l’Amministrazione Comunale assuma l’iniziativa di parlarne direttamente al Ministro. Si parli con Pinotti. Ed, solo, a seguito dell’incontro con il Ministro, si potrà decidere al meglio. Con piena consapevolezza. I colloqui con gli organi politici del Ministero della Difesa, vanno preparati e gestiti con accortezza. Non credo che si debba ricordare questa circostanza. Ed il colloquio sia a tutto campo. Senza escludere un’opportuna moral suasion o, perfino, qualche forzatura. Per quanto è lecito farlo nei rapporti istituzionali. Perché? Il Federal building razionalizza le risorse esistenti; la postazione militare dell’esercito aggiunge qualcosa. Non senza portare qualche fastidio. Naturalmente. Tuttavia, il beneficio maggiore ben giustifica qualche sacrificio in più.

Ancora. Una delle giustificazioni lette a sostegno del Federal Building è: “i cittadini trarrebbero enormi vantaggi dall’accorpamento dei vari servizi in un’unica struttura..”. E’ vero! Ma il “brocardo” non è altrettanto vero per i servizi erogati dal Comune? I servizi comunali sono distribuiti tra via Annunziata, Viale dell’Università, Via Arco di Traiano, Via del Pomerio ed altro? Non sarebbe meglio accorparli per la stessa ragione? “i cittadini trarrebbero enormi vantaggi dall’accorpamento”. Trarrebbero vantaggio anche gli organi politici dell’Amministrazione! Nulla quaestio su questo! C’è ne ancora! Si aggiungerebbe altra osservazione. Quella dell’inaccessibilità di Palazzo Mosti. Quanto a parcheggio, quanto a percorribilità interna alla struttura, scale e corridoi di disimpegno. Idoneità dei locali. E soprattutto q- conclude Zarro – uanto alla salubrità di molti ambienti destinati al lavoro dei dipendenti. Dunque, l’interrogativo! Non è forse venuto il tempo di costruire l’edificio comunale della Benevento 2.0?”

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