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Numeri positivi per le “Giornate Fai di Primavera”: mille visitatori alla scoperta dei tesori di Benevento e di Telese

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Quasi mille visitatori, trentasei Apprendisti Ciceroni (studenti del Liceo Scientifico “G. Rummo”), cinque i beni aperti (quattro a Benevento, Chiesa di S. Teresa, Chiesa di S. Agostino, Chiesa di S. Domenico, Villa Beatrice, e la Torre Normanna a Telese Terme), sei delegati FAI e cinque volontari. Questi, in sintesi, i numeri relativi alle Giornate FAI di Primavera del 21 e 22 marzo che anche quest’anno hanno coinvolto il nostro territorio, dove la Delegazione FAI è attiva dal settembre 2008.

Il bilancio è estremamente positivo, considerate anche le avverse condizioni meteo di domenica 22 marzo che però non hanno arrestato il continuo flusso di visitatori – molti dei quali provenienti da fuori provincia – coinvolti in questa grande festa popolare che, come in una sorta di caccia al tesoro, ha svelato luoghi inediti e tesori nascosti da troppo tempo che hanno segnato la storia e le tradizioni della nostra città e della nostra provincia.

Da segnalare, in particolare, l’omaggio di tanti concittadini alla Chiesa di S. Teresa, nel cuore del centro storico, oggi sconsacrata, dove ciascuno ha ripercorso con la memoria frammenti di vita legati al periodo nel quale la chiesa era ufficialmente aperta e sede parrocchiale. Così come la Chiesa di S. Domenico, autentico gioiello barocco legato a Papa Orsini e alla tradizionale benedizione degli animali in occasione della festa di S. Antonio Abate, o S. Agostino – dove sono stati ritrovati reperti provenienti dal leggendario Tempio di Iside – o ancora la vanvitelliana Villa Beatrice alla Pacevecchia, dove la nobiltà locale ospitò Papa Pio IX nel 1849.

“Un ringraziamento particolare – dice Patrizia Bonelli, da settembre scorso nuova Capodelegazione FAI di Benevento – va senz’altro ai proprietari e conduttori dei beni aperti: l’Università del Sannio per S. Teresa e S. Agostino, mons. Antonio Raviele, rettore di S. Domenico, e il prof. Francesco Collenea Isernia per Villa Beatrice, che hanno aderito con pronta sollecitudine alle nostre richieste di aprire i loro “gioielli” per una due-giorni di riscoperta: segno di una purtroppo oggi rara sensibilità.

Ancora – continua Bonelli – un plauso davvero sentito agli studenti del Liceo “Rummo” che hanno dimostrato un interesse, una preparazione e una serietà apprezzati pressoché unanimemente da tutti i visitatori, e a Lamberto Ingaldi che ha contribuito alla loro formazione per l’evento.

Al Comune di Benevento per il patrocinio. All’arch. Vincenzo Vallone e all’archeologo Simone di Mauro che hanno curato le visite alla Torre Normanna di Telese. Ancora, ai volontari che per due giorni sono stati preziose sentinelle della cultura. All’amico Alberto Febbraro e all’Associazione “Samniticus”, che ci hanno sostenuto fin dal primo momento. Ai tanti visitatori, che hanno risposto al nostro appello e che hanno dimostrato con la loro presenza e il loro interesse che tutelare, conservare e valorizzare il nostro patrimonio d’arte è ancora possibile.

Infine, però – conclude la Capodelegazione Bonelli – un po’ d’amaro in bocca resta, perché la rabbia e l’impotenza di fronte all’immobilismo che, a volte, sembra prevalere sul fare e sull’agire, dovrebbero essere stemperate da belle giornate come queste del FAI.

Due giorni all’anno, però, non bastano; non si può far finta che per gli altri 363 chiese, palazzi, teatri non esistano, anzi crollano, anzi si chiudono! Noi non ci arrendiamo: continueremo a chiedere che i cittadini possano godere sempre di quei beni che sono un po’ anche casa loro”.

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