POLITICA
Udc e NCD: Gargani e Cesa aprono a Benevento la campagna elettorale per le Europee

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Si è svolto questo pomeriggio presso l’Istituto “Cattaneo” di Benevento l’incontro promosso dall’Udc e dall’Ncd sul tema: “Per un’Europa equa e solidale”.
Ad aprire i lavori il segretario provinciale dell’Udc di Benevento Gennaro Santamaria. Presenti il deputato Giuseppe De Mita, l’ex assessore provinciale Gianvito Bello.
Sul palco i due candidati al Parlamento europeo: il segretario nazionale dell’Udc e capolista per le elezioni europee Lorenzo Cesa e l’europarlamentare irpino Giuseppe Gargani.
«Dobbiamo dare importanza alla discussione sull’Europa – ha detto Gargani – solo così possiamo competere nel Mondo ed essere competitivi. Dobbiamo modificare l’Europa. E portare più Italia in Europa». «Noi dobbiamo portare i nostri valori – ha asserito Gargani – la nostra tradizione di cattolici democratici in Europa.
Non sprechiamo il voto, dite che il voto è una cosa bella. Il disinteresse rispetto al voto è la cosa più negativa che si verifica nel nostro Paese».
«Nel ’94, in un momento storico nel quale l’elettorato post democristiano si è trovato in una fase di grande smarrimento, Berlusconi è stato un catalizzatore. Oggi sbaglia chi, anche al nostro interno, immagina di costruire un riferimento “diversamente berlusconiano”, perché significherebbe far riferimento ad un modello già superato. Al contrario, dobbiamo ipotizzare un modello di ricomposizione della società perché è così che nascono le forze politiche».
Lo ha dichiarato l’onorevole Giuseppe De Mita, vicesegretario nazionale dell’Udc che è intervenuto all’incontro “Per un’Europa equa e solidale” che si è svolto presso l’istituto “Catteneo” di Benevento promosso da Udc e Ncd in vista delle elezioni europee di maggio.
«Riusciremo a dare una cifra ed un rilievo a questo nostro percorso – ha continuato l’onorevole De Mita – se sapremo condensare un popolo, raccogliendone le domande e organizzando le risposte. Un discorso che vale anche per l’Europa.
Il punto è riprendere la vocazione originaria dell’Europa che era l’integrazione dei Paesi. Il punto è riprendere questo processo di integrazione, un processo che si è interrotto quando i partiti storici, quei partiti che hanno fatto l’Europa, hanno iniziato a diventare dei contenitori indistinti».
«Anche al nostro interno – ha così concluso De Mita – sento dire che dovremmo fare il Ppe in Italia. Sarebbe un errore se ci riferissimo ad un modello di partito indistinto. Noi, invece, dovremo fare il Ppe in Italia se questo significa farlo senza i populisti».