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Cavalli maltrattati sul Matese con funi legate alle zampe. La denuncia di Ekoclub International

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“Mentre le maggiori associazioni ambientaliste nazionali e internazionali stanno lottando per far diventare i cavalli animali d’affezione ed evitare loro maltrattamenti e fini atroci, dalle nostre parti il tempo sembra essersi fermato al medioevo”. A scriverlo in una nota è il presidente provinciale di Ekoclub International, Luigi La Monaca, che denuncia l’utilizzo di funi e corde nell’addestramento dell’animale.

“Fin dagli albori dei rapporti tra uomo e cavallo, – spiega La Monaca – le tecniche per l’addestramento non sempre sono state benevole nei confronti degli equini, spesso si è usato più il bastone che la “carota”! Oggi, gli animali vanno rispettati nell’accezione più completa del termine, infatti, i maggiori addestratori di cavalli adoperano unicamente il sistema del premio quando l’animale obbedisce ai comandi, solo pochi adoperano sistemi coercitivi poco rispettosi per l’animale e spesso, contro le regole di etica e di morale che devono aversi nei loro confronti.

Le funi e le corde, hanno, nei metodi di addestramento, una funzione importantissima – continua il presidente di Ekoclub International – ma, nella maniera più assoluta, non devono danneggiare l’animale.

Sulle montagne del Matese, e per l’esattezza in una valle detta Ianara, alcuni cavalli, “liberi”, sono costretti alla semi immobilità, le loro gambe anteriori sono legate tra di loro immediatamente sopra i piedi. Ovviamente i cavalli sono limitati nei movimenti e, lo strofinio delle funi, delle vere e proprie pastoie, produce delle piaghe sanguinanti e dolorose.

Il Presidente di Ekoclub International, Luigi La Monaca, ha raccolto la segnalazione di alcuni associati e, in questi giorni provvederà a effettuare un ulteriore sopralluogo e segnalerà l’accaduto al Corpo Forestale dello Stato. Spesso questi “trattamenti” riservati ai cavalli servono per evitare loro di allontanarsi dalla mandria o di scalciare. Qualche allevatore non è nemmeno al corrente che questa pratica violenta, nei confronti dei cavalli, è assolutamente vietata poiché comporta lesioni alle povere bestie.

Spesso – conclude La Monaca – i cavalli quando hanno i movimenti limitati rischiano anche dei seri problemi comportamentali”.

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