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Titerno

“Il degrado non risparmia neanche i morti”. Lettera di un cittadino di Castelvenere sull’incuria del cimitero comunale

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Un nostro lettore, Vincenzo Cuccaro ha inviato alla redazione una lettera aperta, indirizzata all’amministrazione comunale di Castelvenere, al parroco Don Filippo Figliola e a tutta la comunità, per denunciare il forte stato di degrado in cui vessa il cimitero comunale. Di seguito il testo della lettera.

“Nell’immaginario collettivo il cimitero è un luogo di riposo eterno ma anche un monumento alla memoria e a coloro che furono. La morte annulla le disuguaglianze e rende le anime tutte uguali. Nel nostro paese, così non è. E difatti, attraverso una visita effettuata nel cimitero, ho potuto constatare situazioni di abbandono, degrado e trascuratezza al limite della dignità e del decoro. Senza volere innescare una sterile polemica mi chiedo come mai si è arrivati a tanto!

Mancavo dal cimitero da un paio di mesi; domenica ho sentito la necessità di andarci, ne sono uscito rammaricato, al solo pensiero che il posto dove riposano i miei cari sia ridotto in tale stato. Incamminandosi all’interno ci si aspetterebbe (come lo era in passato) di giungere in un luogo ameno, raccolto, ordinato, in cui la memoria, la testimonianza civica, storica ed artistica del nostro paese siano preservate. Si vorrebbe trovare uno spazio, in cui la sacralità del luogo possa essere accresciuta dalla memoria delle diverse personalità che qui riposano; un luogo insomma in cui compiere una riflessione anche laica, di alto valore civico e morale, sulle nostre radici, su coloro che ci hanno preceduto.

Il cimitero di Castelvenere versa in una condizione disarmante: sono presenti situazioni di degrado e di trascuratezza biasimevoli: pietre tombali divelte, marmi staccati dai loculi, la cappella cimiteriale che cade a pezzi. Da mettere inoltre in evidenza la mancanza di un servizio igienico per i visitatori. In diverse zone si nota il piano di calpestio divelto per via degli smottamenti del terreno e delle falde acquifere che attraversano il sottosuolo, indice di una mancata realizzazione di adeguate opere di drenaggio.

Pertanto, dopo l’opportuno e giusto ampliamento che si sta effettuando, è giunto il momento di mettere in atto da subito un serio progetto di riassetto. Serve una riqualificazione di tutto il cimitero, che preveda: restauro e messa in sicurezza della Cappella che ha gravi problemi strutturali, costruzione di una idonea sala di lavorazione del dopo riesumazione, essendo quella attuale, angusta e probabilmente non a norma; rifacimento del piano di calpestio e realizzazione di un’adeguata opera di drenaggio.

Infine, messa in sicurezza dell’intera area cimiteriale ai sensi del decreto legislativo n. 81 del 2008, concernente norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e aperti al pubblico.

Mi auguro che questo mio sfogo illumini chi qualcosa può fare, rammentando che le anime dei nostri cari chiedono solo di riposare in pace e meritano rispetto, cura e dignità, sulla base delle più elementari norme di una società civile”.

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