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CRONACA

Benevento, usura ed estorsione ai danni di professionisti e commercianti. In manette 13 sanniti e una napoletana

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Associazione a delinquere finalizzata all’usura e alle estorsioni. Ma anche truffa, falso e riciclaggio di denaro di illecita provenienza. Per questi reati, nella mattinata odierna, la Squadra Mobile di Benevento, sotto la direzione della Procura della Repubblica sannita, ha eseguito 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Secondo quanto riferito nella nota della Procura, i provvedimenti sono stati adottati all’esito di indagini preliminari espletate nei confronti di appartenenti a criminalità organizzate non caratterizzate dal requisito della mafiosità, ma attive in svariati settori economici, operanti prevalentemente sul territorio di Benevento, con ramificazioni in altre parti del territorio nazionale.

Sono finiti in manette tredici sanniti, alcuni dei quali incensurati, e una napoletana: Gianni Balestrieri, 32 anni di Benevento; Ivan Bertozzi, 30 anni di Benevento; Antonio Chiusolo, 35 anni di Benevento; Nunziante Genetiempro, 49 anni di Benevento; Patrizia Matuozzo, 46 anni di Napoli, già detenuta presso la Casa Circondariale di Benevento; Pio Musco, 29 anni di Benevento; Paolo Nizza, 21 anni di Benevento, già detenuto presso la Casa Circondariale di secondigliano; Antonio Parrella, 37 anni di Benevento; Carlo Parrella, 56 anni di Benevento; Salvatore Polizia, 48 anni di Benevento; Cosimo Raucci, 40 anni di Benevento; Giovanni Raucci, 66 anni di Benevento; Umberto Raucci, 47 anni di Benevento; Nazzareno Taddeo, 50 anni di Benevento.

Nel corso delle indagini, è emerso che gli indagati avrebbero avuto un’intensa attività usuraia ed estorsiva nei confronti di liberi professionisti e piccoli commercianti. In un episodio specifico, avrebbero addirittura sottratto un appartamento del valore di 150mila euro ad una delle vittime, come saldo dei debiti usurai. Inoltre, i malviventi erano soliti minacciare e, in alcuni casi, percuotevano le loro vittime a causa dei ritardi nella restituzione del debito contratto.

Dalle operazioni effettuate dagli inquirenti, coadiuvati dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, è risultato inoltre che mentre una parte degli arrestati era dedida ai reati di estorsione e usura ai danni di professionisti e commercianti, un’altra si dedicava al falso, alla truffa e al riciclaggio di denaro sporco: alcuni degli indagati, infatti, si occupavano di clonare assegni bancari e postali frodando i legittimi proprietari e gli istituti di credito.

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