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Provincia di Benevento

Depurazione acque, tagliate fuori le aree interne del Sannio

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“Su 76 milioni di euro necessari a integrare e completare il sistema della depurazione del Sannio, la Regione Campania ne mette a disposizione solo 24,6 milioni, 10 dei quali (il 40% del totale) destinati, peraltro, al solo Comune di Benevento. Le aree geografiche del Fortore e il Tammaro, sono totalmente escluse da ogni tipo di intervento”: questi i rilievi espressi dall’assessore all’ambiente della Provincia di Benevento, Gianluca Aceto, alla Regione Campania, relativamente al provvedimento noto come “Grandi Progetti” per il risanamento e la depurazione delle acque.

Secondo Aceto, sul piano più generale e “politico”, «le scelte operate acuiscono il divario tra le zone interne della Regione e quelle costiere, alimentando un clima di ostilità che, soprattutto attraverso la vicenda dei rifiuti, potrebbe assumere livelli rilevanti». Peraltro, fa osservare Aceto, queste misure non possono mitigare le criticità del sistema idrico provinciale sannita, poiché l’unico Comune beneventano coinvolto è il capoluogo, peraltro l’unico in Campania a non essere ancora oggi dotato di un efficiente sistema depurativo.

In una nota inviata al Presidente del Tavolo regionale del Partenariato Economico e Sociale, on. Luciano Schifone e, per conoscenza, al Presidente della Giunta Regione Campania, on. Stefano Caldoro, l’assessore Aceto, osservato che gli interventi individuati per il territorio sannita, relativi al risanamento dei fiumi Isclero e Calore, sono funzionali, se non ancillari, al territorio napoletano e casertano (Litorale Domitio), evidenzia la lacuna territoriale della programmazione regionale.

E’ grave, annota Aceto nella sua lettera, “che le zone sannite più deboli dal punto vista economico e demografico, ma più significative sotto il profilo ambientale e rurale, cioè appunto il Fortore e l’Alto Sannio, non siano destinatarie di interventi”.

L’assessore provinciale, nel documento all’on. Schifone, ha ribadito «la situazione di grave emergenza ambientale che da svariati anni interessa i corpi idrici superficiali del Sannio, e specificamente il Fiume Calore, l’Isclero, il Tammaro, il Sabato ed il Fortore. L’inquinamento dei corsi d’acqua è stata anche accertata dagli organismi regionali (ARPAC, “in primis”), anche per le conseguenze determinate da tale inquinamento per l’immissione a valle delle acque del Calore ed Isclero nel Fiume Volturno, che a sua volta determina problemi della qualità delle acque marine del litorale domizio».

La Provincia di Benevento osserva inoltre che non è stata tenuta nella dovuta considerazione «la segnalazione della stessa Commissione europea circa il mancato adeguamento degli scarichi fognari nei corpi idrici»: tale situazione, precisa inoltre l’assessore Aceto, «non può ascriversi a colpa e responsabilità delle comunità sannite, che, forse per le modeste dimensioni demografiche, non hanno registrato il dovuto interesse da parte delle istituzioni superiori, mentre oggi vengono addirittura additate come le principali responsabili dell’inquinamento del Fiume Volturno».

Aceto ha quindi rimarcato come la descritta situazione «si è progressivamente aggravata per la scarsa attenzione che la Regione Campania ha riservato, nell’ambito dei programmi europei e nazionali, al territorio provinciale», le cui peculiarità agricole e forestali costituiscono la principale risorsa, disponibile non solo per le popolazioni sannite, ma fruibile per l’intera regione, non fosse altro per la capacità di riequilibrare le criticità ambientali dell’area metropolitana di Napoli».

In definitiva, l’assessore sannita ha fatto voti alla Regione Campania per l’accoglimento di alcune proposte che, a suo giudizio, renderebbero più utile al territorio l’impiego delle risorse finanziarie disponibili.

Aceto ha dunque chiesto «di raccordare la pianificazione dei Grandi Progetti con gli strumenti pianificatori della Provincia sannita e delle altre Province, a partire dai Piani Territoriali di Coordinamento. Elemento, quest’ultimo, che sembra mancare o perlomeno essere molto labile».

Nel comune intento di sostenere l’approvazione dei Grandi Progetti da parte della Commissione Europea, nonché l’azione nei confronti del Governo nazionale tesa a creare le migliori condizioni per la spendibilità delle risorse assegnate, l’assessore Aceto ha quindi chiesto agli organismi regionali di lavorare congiuntamente ad un riequilibrio complessivo del sistema, attraverso le seguenti linee di azione:

a) innalzamento della quota di finanziamento per il risanamento dei fiumi ad almeno € 35 milioni, in modo da consentire, unitamente ai 14,4 milioni messi a disposizione da parte degli enti, la risoluzione dei più pressanti problemi di inquinamento dei fiumi;

b) ridefinizione, nei successivi stadi di progettazione, degli intervanti programmati nei Grandi Progetti;

c) Piano di interventi per lo sviluppo del Sannio all’interno della programmazione regionale ordinaria.

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