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Lonardo: lo tsunami napoletano avrà conseguenze devastanti per il Sannio

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“Il tono del comunicato di risposta degli amici Consiglieri Comunali di TEL, – controreplica sul tema il presidente dell’Adia di Benevento, Lucio Lonardo – comunicato in cui mi si rimprovera la mancanza di arguzia nella mia replica e il mancato rifermento alle usuali e colte massime utilizzate a supporto dei miei scritti, mi ricorda francamente il canovaccio di alcune fortunate trasmissione televisive sul genere di "ti lascio una canzone” o peggio “c’è posta per te”: ma questi sono veramente folli, forse leggono un altro libro che non conosco e non si accorgono che c’è poco da scherzare, siamo di fronte ad un baratro, ad una tragedia di cui ancora non si intravede l’epilogo, e perciò ancora più inquietante, e questi continuano a giocare alle allegre comari di Windsor, veramente c’è da pensare che questo atteggiamento denota ancor di più la sconfitta annunciata del loro percorso politico passato, presente e ahimè anche futuro.
 

Questi ancora non hanno realizzato che lo tsunami napoletano non potrà non avere conseguenze devastanti anche per la nostra Provincia soprattutto se giovedì non dovesse essere dato il via libera ai loro rifiuti fuori Regione con conseguente arrivo di altra diossina nei nostri impianti e nei nostri territori, perché il cerino, signori miei, rimarrà in mano a noi, anche se l’idea più cruda e dialettale che viene in mente è il cosiddetto dialettale "citrulo". Ho volutamente evitato di usare la parola immondizia e percolato perché dopo i roghi quella roba da smaltire è talmente ricca di diossina che uno Stato degno di tal nome dovrebbe avviare da subito uno studio epidemiologico su eventuali modificazioni dell’epigenoma delle popolazioni esposte dosando anche la quantità di diossina presenti nel loro organismo: temo aumento di incidenza di tumori e modifiche importanti delle cellule staminali, contattare il prof. Marfella del Pascale per averne conferma.
 

Ebbene, il rischio che questo cataclisma si riversi su di noi è più che probabile e francamente non mi va di fare la fine delle greggi di pecore di Acerra che ad oggi hanno più diossina di quelle all’epoca di Seveso. Quanto alle percentuali della raccolta differenziata se dovessero chiedermi se sono contento in tutta sincerità risponderei di no : orgoglioso del 65% si, soddisfatto no, e come potrei esserlo visto che essa è un costo puro per il contribuente. Siamo all’assurdo se pensiamo che il 70% avrebbe provocato ancora più danni al nostro bilancio e che l’80% sarebbe stato economicamente insostenibile.
 

Sissignore, stiamo creando ricchezza per chi gestisce gli impianti che a noi sono sistematicamente negati: noi ci facciamo un mazzo tanto anche dal punto di vista dell’impegno di spesa e le Regioni che trattano l’umido ci lucrano creando ulteriori impianti per essere pronti a ricevere le maggiorazioni delle nostre percentuali di frazioni di umido che siamo così bravi ad implementare: siamo alla capanna dello zio Tom, schiavi di leggi che ci impongono determinate percentuali e schiavi dei nordisti che trattano nelle loro fabbriche il nostro cotone che non ci pagano affatto, anzi siamo noi che li paghiamo perché lo accettino per trarne ulteriore profitto e così guadagnano due volte.
 

No cari amici telefonici, non mi viene proprio da ridere, se proprio volete ve le posso anche regalare 2-3 massime per farvi contenti che so, si potrebbe andare da un generico "a lavà a capa u’ ciuccio si perde l’acqua e o sapone", ad un più specifico "lei è un cretino di Totò" ad una più colta di Ovidio "dolor ipse disertum fecerat ovvero il dolore rende eloquenti". Quanto alla satira o sarcasmo che dir si voglia che spesso ho usato nei miei scritti e che non avete ritrovato nell’ultimo, beh.. lo stile dello scritto spesso va adattato anche alla platea cui ci si rivolge: è figlia dell’arguzia, dell’intellighenzia, della prontezza,  della sottigliezza e vivacità nel cogliere e nell’esprimere gli aspetti delle cose, non è francamente da tutti. Non voglio fare simpaticamente riferimento al celebre detto "aridatece er puzzone" ma con Nicola (Boccalone) ci divertivamo da matti, ci siamo sfrocoliati e ne abbiamo riso entrambi insieme, accumunati evidentemente dalla medesima dote. Insomma, Nicò mi manchi!”.

 

 

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