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POLITICA

La Cultura ed il fuoco della controversia

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Già nell’interscambio, qualche tempo fa ed a proposito di un’iniziativa amministrativa, fra El Kozeh ed Ernesto Razzano c’erani i segni di un approccio al discorso della "politica matrigna di cultura" non esente dall’influenza ella cultura della politica, Ed oggi, con la riflessione – che pubblichiamo integralmente – di Nicola Sguera, altro apprezzato esponente del variegato mondo delle idee sannita, quest’aspetto viene approfondito: si parte da un appuntamento rivelatosi elettorale, ma si giunge ad una possibile definizione di indipendenza, pur nella militanza.

***

"Quando il mio amico Jean Pierre el Kozeh mi ha detto dell’incontro tra operatori culturali e artisti che stava organizzando, gli ho dato immediatamente il mio entusiastico assenso. Avrei preferito che rimanesse, come si era detto all’inizio, un incontro tra “pari”, e non l’iniziativa di “Parliamone”. Il limite della proposta di Jean Pierre è proprio nel suo essere inevitabilmente di parte, soffrendo di ciò che la psicologia definisce “legame doppio”: da una parte invita tutti a mettersi attorno ad un tavolo per elaborare una strategia condivisa sulle politiche culturali, dall’altra bastona, nel documento inviatoci come base di discussione, l’operato dell’amministrazione Pepe, accusandola di aver sperperato denaro e non aver costruito nulla di duraturo. Questa contraddizione nasce, a mio avviso, dall’essenza stessa dell’associazione che JP rappresentava oggi. Ho sempre trovato, francamente, contraddittoria (malgrado la presenza in essa di persone per cui nutro la più grande stima) un’associazione che, dichiarando di essere super partes, ha tra i suoi promotori un politico “di professione” come Orlando. E ho trovato stucchevole la lettera (scritta da chi?) che l’associazione ha inviato al suo referente politico per “convincerlo” a candidarsi, a fronte delle sue (giustificate, a dirla tutta) resistenze… Voglio dire che la cultura, l’arte o sono assolutamente liberi o, semplicemente, non sono. E il dilemma dell’uomo di cultura, dell’artista a Benevento è proprio quello di dover “scegliere” una parte politica, ben sapendo che sarà premiato in caso di vittoria… È molto triste che la politica abbia utilizzato e utilizzi (prassi rigorosamente bipartisan o tripartizan, bisognerebbe dire a Benevento) questo mondo per creare clientele. Allora, dico a JP che la sua proposta avrebbe avuto senso se fosse stata una chiamata a raccolta di tutti gli operatori del settore senza il “cappello” politico di Nazzareno Orlando o di chiunque altro… E dico ai politici professionisti: non applicate lo spoil system anche a questo mondo, non costringete gli attori, i musicisti, i creativi a svendere la propria professionalità, la propria creatività, a fare le file davanti ai vostri uffici. FATE UN PASSO INDIETRO. Questo sarebbe una bellissima novità per una città che negli ultimi anni si è arricchita di luoghi, professionalità, eventi di spessore. Al futuro assessore alla cultura, chiunque egli sia, dico: bisogna incentivare ciò che c’è, che è molto, anche se disperso, e non fare dell’Assessorato un crocevia di clientes senz’arte (ma con molta parte… ).

Al mio amico JP ricordo l’impegno preso: essere con me sulle barricate a difendere quanto di buono fatto, nel campo della cultura, dalla giunta appena caduta. Ma, si badi, solo per una questione di principio. La stessa che mi spinse a criticare aspramente la giunta Pepe per la cancellazione di eventi di grande qualità come “CantarPasqua” promossi proprio da Nazzareno Orlando. Realisticamente so che questo non accadrà, che i vincitori reclameranno il bottino intero. Sarà un’altra sconfitta. Per tutti. Così, pare, va il mondo".

***
PS:  A scanso di equivoci: l’arte e la cultura sono intrinsecamente “politici”. Io stesso sto partecipando, seppure nella veste inusuale di sostenitore della lista ORA, a questa dura campagna elettorale. Ma, a differenza degli amici di “Parliamone”, non simulo terzietà. Mi colloco, scientemente, nel «fuoco della controversia».

 

 

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