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Il CAI di Benevento visita i luoghi della memoria dell’eccidio

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Domenica prossima 17 marzo, la sezione di Benevento del Club Alpino Italiano nell’ambito dell’intenso calendario delle attività programmate per l’anno 2011, propone un’escursione di grande valenza ambientale e storico-culturale sul tema: “Unità d’Italia – I luoghi della memoria – I fatti di Casalduni e Pontelandolfo”, classificata T (turistica) secondo i parametri di classificazione delle difficoltà ercusionistiche.
Il raduno dei partecipanti all’iniziativa è previsto alle ore 7,30 circa presso la Piazza Risorgimento di Benevento dalla quale con i propri automezzi raggiungeranno Casalduni.
 

Intorno alle 8,30 sul sagrato della chiesa di S. Maria Annunziata si terrà la benedizione delle Palme. In prosieguo dopo il saluto del Presidente della Pro-Loco Nicola Bove sul piazzale dell’Auditorium Aldo Moro e una breve memoria sui fatti accaduti l’11 agosto 1861 in località Largo Spinelle, la carovana, attraverso un antico sentiero, risalendo il corso del torrente Alente, affluente di destra del fiume Calore, raggiungerà Pontelandolfo.
Il Sindaco Cosimo Testa, il Coordinatore del Comitato per le celebrazioni del 150° Renato Rinaldi, il memorialista locale Gabriele Palladino e le autorità istituzionali del paese accoglieranno in Piazza Roma il gruppo del CAI. Insieme raggiungeranno la Sala Papa Giovanni Paolo II per un workshop sull’eccidio di Pontelandolfo del 14 agosto 1861. Al termine delle attività il programma prevede una visita guidata nel borgo antico del paese curata da Renato Rinaldi e Gabriele Palladino ricercatori della storia di Pontelandolfo e di personaggi che ne hanno caratterizzato gli accadimenti. Rinaldi e Palladino accompagneranno gli affiliati CAI attraverso i luoghi del massacro, per una rievocazione di quei fatti efferati.
 

Si partirà per il percorso commemorativo dal sacro spazio ove insisteva la cappella di San Donato, abbattuta per motivi di sicurezza, a seguito del terremoto dell’agosto 1962. Qui il 7 agosto 1861 mentre l’arciprete Don Epifanio de Gregorio celebrava la messa in onore del santo, il capo della rivolta dell’area matesina Cosimo Giordano, annunciando il ritorno di Francesco II, entrò nel paese insieme ai suoi manutengoli, per dare inizio ai disordini, che poi portarono all’eccidio di Pontelandolfo il 14 agosto 1861 per mano di un plotone di 500 bersaglieri al comando del colonnello Pier Eleonoro Negri.
 

Si raggiungerà successivamente via Giuseppe Ferrari, la strada comunale intitolata alla memoria del filosofo e pensatore politico milanese per la sua celebre requisitoria che tenne in occasione nella seduta parlamentare di Torino del 2 dicembre 1861, con la quale condannò gli amici piemontesi per l’atroce repressione eseguita nei confronti di Pontelandolfo, nel cui paese si era recato in visita nel mese di novembre per avere contezza sull’accaduto di persona.
 

L’itinerario prevede una sosta nella Piazza Concetta Biondi, per una preghiera in memoria della giovanissima Concetta, ancora adolescente, che rappresenta il simbolo del martirio di Pontelandolfo. Inseguita dai barbari mercenari dell’esercito piemontese, tentarono con la forza di abusare della sua verginità. Immacolata difese il suo onore. A colpi di baionetta venne impietosamente uccisa nello scantinato della sua umile casa, in ginocchio tra i piedi del padre.

Poi il gruppo si sposterà nella contigua Piazza Roma un tempo Largo Tiglio. Il luogo della mattanza. Qui gli abitanti di Pontelandolfo che riuscivano a scampare al rogo del paese, dopo essere stati catturati, venivano bruciati vivi mentre i propri figli erano costretti con minacce di morte a recuperare le fascine di legno per alimentare il fuoco assassino.
 

Nell’ambito della stessa piazza, presso il sito dove insisteva il tiglio secolare, che per lungi anni ne ha caratterizzato il luogo, saranno ricordati i fratelli Rinaldi, barbaramente ammazzati a colpi di baionette savoiarde. Francesco e Tommaso, di pensiero liberale, fedeli al nuovo Governo, tentarono di difendere l’innocenza dei pontelandolfesi. Implorarono e supplicarono il colonnello Pier Eleonoro Negri di risparmiare il paese estraneo all’uccisione dei 44 soldati piemontesi e del tenente Bracci che avvenne in località Largo Spinelle del vicinioro comune di Casalduni. Sprezzante e insensibile, senza alcuna pietà, impartì l’ordine di fucilazione immediata.
Indi ci si immetterà lungo l’ex Corso Vittorio Emanuele III oggi intitolato ai fratelli Rinaldi.
La rievocazione terminerà in Piazza Castello all’ombra della maestosa Torre medievale tra le cui mura il vice sindaco Golino ospitò il giovane tenente Bracci e il suo drappello di 44 soldati inviati a Pontelandolfo dalla città di Campobasso l’11 agosto 1861 per sedare i disordini nel paese causati nel precedente giorno sette dall’insorgente Cosimo Giordano e la sua truppa.

A conclusione delle attività, non prima di una meritata pausa pranzo e i saluti di rito, gli escursionisti del CAI si rimetteranno in moto per raggiungere nuovamente il paese di Casalduni attraverso il sentiero percorso nelle ore mattutine.

 

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