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CRONACA

Sequestrata una fabbrica di fuochi d’artificio a Beltiglio di Ceppaloni

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A seguito della vicenda dell’esplosione della fabbrica di fuochi pirotecnici del 2 febbraio scorso, che ha visto la morte del titolare della “Piroflash” Ruggiero De Blasio, i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Benevento hanno predisposto, di iniziativa, un sopralluogo, teso ad evitare simili e gravi episodi che possono causare vere e proprie stragi , su una fabbrica di materiale pirotecnico di Beltiglio di Ceppaloni. Infatti in località Cortoffo, frazione di Beltiglio di Ceppaloni, a seguito di sopralluogo congiunto dei citati Carabinieri del Reparto Operativo di Benevento, con quelli della Stazione di Ceppaloni, del Nucleo Artificieri e Antisabotaggio dei Carabinieri di Napoli e ei Vigili del Fuoco di Benevento, veniva rinvenuto all’interno dei locali della fabbrica dei fuochi d’artificio, regolarmente autorizzata, di proprieta’ di D. L. L. di 62 anni di Beltiglio di Ceppaloni, un ingente quantitativo, stoccato in maniera non regolamentata di polveri nere, prodotti finiti, masse attive ed altro materiale esplodente. Nel corso del sopralluogo, per motivi di ordine e sicurezza si procedeva al sequestro cautelativo amministrativo dell’intera fabbrica di fuochi d’artificio dal momento che il titolare non aveva rispettato i vari obblighi sul tipo di lavorazione, l’accantonamento dei manufatti e sulla sicurezza in genere di tale opificio.

Pertanto tutto il materiale stoccato, circa diecimila chili, con l’aiuto dei Carabinieri del Nucleo Artificieri ed antisabotaggio è stato messo in sicurezza e sequestrato per le ulteriori indagini del caso, mentre i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Benevento hanno adottato il provvedimento di sospensione dell’esercizio dell’attività.

Per come era accatastato e come riferito dagli esperti artificieri, tutto il materiale poteva innescarsi per autocombustione, soprattutto con le infiltrazionI d’acqua piovana nelle strutture precarie e fattiscenti, e pertanto, si è evitato, per la fabbrica di Beltiglio di Ceppaloni, il ripetersi di scene dalle conseguenze veramente tragiche.

 

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