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Scuola

Occupazione Rummo: responsabilità anche morale per studenti e docenti

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“Il Liceo Scientifico Rummo dopo otto giorni e mezzo è stato finalmente… disoccupato.
Ma purtroppo è stato restituito al preside, al corpo docenti e a quella parte sana di alunni, un istituto violato, stuprato e distrutto dopo un’occupazione nata per difendere il diritto allo studio, i diritti degli studenti, per protestare contro la riforma Gelmini. E invece?

 

Dopo circa una settimana dall’inizio dell’occupazione l’istituto è stato ridotto ad una discarica, vittima di vandalismo e di barbarie. Quella parte sana di studenti si vede ancora una volta minata nel suo diritto allo studio, diritto che, in questi giorni e nelle settimane precedenti, in occasioni di manifestazioni di protesta, è stato esaltato e ribadito”.

 

Il gruppo Studenti per le Libertà non una giri di parole, in questa nota inviata gli organi di stampa: “Ci siamo ritrovati difronte ad una struttura scolastica irriconoscibile, ma la riunione tenuta dal dirigente scolastico, con docenti, alunni e genitori a seguito della ‘disoccupazione’, è stata caratterizzata da un costante scarica barile e dalla mancata volontà, fortunatamente non diffusa, di conoscere i responsabili diretti ed indiretti dell’obbrobrio che si è consumato nell’istituto.

 

In queste ore veniamo a conoscenza del dato che la Provincia, proprietaria dell’immobile, vuole “lavarsene le mani”e si chiede alle famiglie degli studenti di contribuire economicamente alla risistemazione. L’idea avanzata dal dirigente scolastico e la posizione della Provincia non possono essere condivise: finora si è discusso sull’importanza della scuola pubblica e adesso si chiede al privato genitore di contribuire economicamente, ancora una volta, per la riapertura di un edificio scolastico pubblico, per la ripresa dell’attività didattica. Studenti per le libertà propone al dirigente scolastico e all’intera scuola di “indagare” per conoscere i ragazzi presenti nell’istituto in questi giorni, con l’aiuto di quei docenti che hanno contribuito all’organizzazione di lezioni alternative nell’istituto occupato.

 

Gli studenti, protagonisti diretti ed indiretti di questo vandalismo, oltre che responsabili quantomeno morali, dovranno provvedere alla risistemazione dell’istituto scolastico: solo in questo modo la scuola potrà continuare nella sua attività primaria, educativa”.

 

Studenti per le Libertà, infine, “esprime solidarietà innanzitutto a quegli studenti che si sono opposti a questa forma di protesta e che hanno visto il loro diritto allo studio minato, ancora una volta, da comportamenti e da forme di ribellione che devono essere, fin dal principio, respinte”.

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