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POLITICA

L’on.Boffa: “No alla vendita dei beni confiscati alle mafie”

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L’on. Costantino Boffa ha sottoscritto l’appello promosso da Libera contro la norma, introdotta in Senato con un emendamento alla finanziaria, che prevede la possibilità di mettere in vendita i beni confiscati alle mafie qualora non si trovasse per loro una destinazione in tre o sei mesi.

 

“La confisca e l’assegnazione a nuove destinazioni dei beni sottratti alla criminalità organizzata – commenta l’on. Boffa – determinandone un indebolimento economico e finanziario, rappresenta un pilastro fondamentale della lotta alle mafie. Prevedendo invece la possibilità che tali beni sequestrati possano essere messi in vendita si riconosce di fatto alla criminalità l’opportunità di recuperare quanto le è stato tolto”.

 

“Va inoltre considerato – aggiunge – che confiscando alle mafie i simboli del proprio potere, non solo si procura loro un danno economico e materiale, ma si afferma con forza ed evidenza la presenza dello Stato sui territori. Fare passi indietro su questo tema equivale a riconoscere una sconfitta delle Istituzioni e della Legalità. Bisogna invece rilanciare e rafforzare l’istituto della confisca e del riutilizzo dei beni sottratti alla criminalità; a tal proposito è positiva e condivisibile l’idea di istituire un’agenzia nazionale per la gestione di tali beni confiscati, una struttura che agevoli le procedure migliorando al contempo il coordinamento tra Stato centrale ed enti locali”.

 

“Ho sottoscritto l’appello lanciato dall’associazione fondata da don Luigi Ciotti perché ritengo doveroso mettere in campo la più ampia mobilitazione possibile per salvaguardare il valore e lo spirito della legge 109 del 1996. Una legge figlia di una straordinaria campagna di informazione e coinvolgimento che, su iniziativa della stessa Libera che produsse una petizione sottoscritta da oltre un milione di cittadini italiani, vide protagonista la parte migliore della società italiana, le forze sindacali e le forze politiche che approvarono all’unanimità la legge sulla confisca dei beni e sul loro riutilizzo a fini sociali. Una straordinaria pagina di democrazia da dedicare a quanti della lotta alle mafie hanno fatto la propria ragione di vita, pagando in alcuni casi cara questa scelta. Ed è opportuno a tal proposito ricordare la figura di Pio La Torre, parlamentare del PCI, che per primo comprese l’importanza del tema proponendo la legge che oggi siamo chiamati a difendere.”

 

“Doveroso dunque – conclude l’on. Costantino Boffa – mettere in campo tutte le iniziative possibili per scongiurare l’approvazione di qualsiasi provvedimento in grado di compromettere l’integrità, lo spirito e le potenzialità della legge sulla confisca dei beni alle mafie. Un lavoro che già si è cominciato alla Camera dei Deputati dove il Pd ha presentato un emendamento soppressivo della norma in questione”.

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