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Valle Caudina

Montesarchio: non può andare in gita perchè diasabile. La FGCI: “L’Istituto poteva superare ogni problema”

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Federazione Giovanile Comunisti Italiani, Valle Caudina (FGCI) è intervenuta con una nota stampa per commentare quanto accaduto in un istituto scolastico di Montesarchio, dove ad una alunna è stato impedito di partecipare alla gita di fine anno in quanto disabile.

“Apprendiamo con forte rammarico – scrivono – una triste vicenda di discriminazione accaduta in queste ore al liceo linguistico “E. Fermi” di Montesarchio. Una giovane studentessa del terzo anno, la cui “colpa” è quella di essere affetta da sindrome di down, non potrà andare alla consueta gita scolastica con i suoi compagni.

La motivazione ufficiale ha scarso interesse, poiché si tratta di una inutile quisquilia burocratica che qualsiasi persona di volontà, specie la Preside dell’istituto poteva e doveva superare. La ragazza poteva andare in gita accompagnata da un genitore poiché, stando alle parole della madre, nonostante sia autonoma e integrata, in gita, cioè in un contesto diverso, potrebbero crearle problemi e quindi necessitava della presenza di un genitore. Ma ciò non è stato possibile poiché i familiari sono “estranei alla classe”.

Bastava presentare una delibera ad hoc del consiglio di istituto e non aspettare il giorno stesso della gita per sollevare motivazioni e giustificazioni prive di ogni fondamento, come il fatto che un episodio del genere “avrebbe creato un precedente”. Come possiamo definire un precedente se nessuno ha il coraggio di stabilirlo?

I vari appelli dei genitori sono serviti a poco e siamo dispiaciuti che questa triste vicenda venga allo scoperto solo adesso, quando ormai nulla può essere fatto.

Resterà però una grande, enorme macchia di discriminazione che, con un po’ di buonsenso, poteva essere risolta senza additare ad una condizione di “diversità” che questa società, anche nel piccolo, continua a guardare con finta pietà, indifferenza, parassitismo. Considerare “diverso” qualcuno, cioè fuori dalla “normalità” preclude quel sentimento umano e di amore che non ci aspettavamo venisse fuori dalla istituzione (per noi) madre dei principi di eguaglianza, tolleranza, solidarietà ed integrazione. Attendiamo quindi il prossimo consiglio d’istituto poiché prenda atto che, quanto accaduto, non si ripeta in futuro”.

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