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È guerra ai palloni di cuoio a Cautano: il sindaco scende in campo contro i rumori molesti
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È guerra ai palloni di cuoio a Cautano. O, almeno, ai tiri che fanno tremare portoni, serrande e infissi, disturbando il riposo di chi abita nei paraggi. Il sindaco Alessandro Gisoldi scende in campo per difendere la quiete pubblica, ma senza decretare il ‘game over’ per bambini e ragazzi: niente divieti assoluti, piuttosto un invito a giocare con più attenzione e, soprattutto, con palloni meno rumorosi.
A finire nel mirino dell’Amministrazione sono gli schiamazzi e le partite improvvisate a ridosso delle abitazioni, dove un innocuo passaggio può trasformarsi, almeno per chi sta dall’altra parte del muro, in un colpo da far tremare casa. La soluzione suggerita dal Comune? Meglio la gommapiuma e la plastica leggera del Supersantos rispetto al cuoio duro, se l’alternativa è accompagnare il pomeriggio dei residenti con una colonna sonora fatta di rimbombi e pallonate.
Nessun cartellino rosso, però, per chi vuole divertirsi all’aria aperta. L’ordinanza firmata nella giornata di ieri punta soprattutto sul buonsenso e sul rispetto reciproco: perché il diritto al riposo non può diventare un rigore contro il gioco, ma nemmeno la voglia di divertirsi può trasformare lo spazio sotto casa in uno stadio.
Il provvedimento nasce da alcune segnalazioni arrivate al Comune, relative a presunti disturbi della quiete e del riposo provocati da rumori molesti e dal gioco con il pallone nelle vicinanze di edifici residenziali.
L’Amministrazione ha disposto le verifiche del caso. La Polizia Locale ha effettuato un sopralluogo, mettendo nero su bianco quanto rilevato in un apposito verbale. Un ulteriore accertamento è stato svolto dall’Ufficio Tecnico comunale, anche dopo una successiva diffida.
Il risultato? Secondo quanto riportato nell’ordinanza, nessuno dei due controlli ha fatto emergere elementi oggettivi sufficienti a confermare le circostanze segnalate. Nessuna prova, dunque, tale da giustificare interventi straordinari. Il sindaco ha comunque scelto di scrivere un richiamo alla cittadinanza, con l’obiettivo di prevenire possibili tensioni e ricordare a tutti le regole della convivenza civile.
Il richiamo riguarda anzitutto l’utilizzo di strade, piazze e aree pubbliche, soprattutto quando si trovano a ridosso delle abitazioni. L’invito è a evitare grida, schiamazzi e rumori che superino la normale soglia di tollerabilità, con particolare attenzione alle ore pomeridiane, serali e notturne, quando il bisogno di tranquillità si fa sentire maggiormente.
Capitolo pallonate: il Comune invita minori e ragazzi a praticare le proprie attività ricreative senza disturbare i residenti e senza danneggiare beni pubblici o privati. E qui arriva il consiglio che potrebbe cambiare il destino delle partitelle di quartiere: preferire palloni leggeri, in gommapiuma, plastica leggera o altri materiali capaci di ridurre l’impatto sonoro.
Meglio evitare, invece, palloni in cuoio o particolarmente pesanti e rigidi quando il loro utilizzo rischia di produrre rimbombi e colpi rumorosi contro pareti, portoni, infissi, serrande e altri manufatti. Insomma, non è il pallone in sé a essere messo al bando: è il rumore che può accompagnarne l’utilizzo a finire sotto osservazione.
L’obiettivo dichiarato è trovare un equilibrio tra due esigenze legittime: da una parte, il diritto dei residenti a godersi casa propria senza rumori eccessivi; dall’altra, la possibilità per bambini e adolescenti di giocare, incontrarsi e socializzare negli spazi pubblici.
Nel provvedimento c’è spazio anche per genitori, tutori e altri soggetti responsabili della vigilanza sui minori. A loro viene chiesto di sensibilizzare i ragazzi al rispetto del riposo altrui, della sicurezza e della proprietà pubblica e privata.
Un richiamo al fair play che non riguarda soltanto chi calcia il pallone, ma anche chi ha il compito di educare al rispetto degli altri. Perché la convivenza civile, in fondo, non si gioca soltanto in campo: passa anche dalla capacità di capire quando un divertimento rischia di diventare un disturbo per qualcun altro.
Alla Polizia Locale e alle Forze dell’Ordine spetterà vigilare sul rispetto delle disposizioni vigenti, privilegiando prevenzione, informazione e dissuasione. In presenza di illeciti concretamente accertati, si procederà secondo quanto previsto dalla normativa applicabile.
L’ordinanza richiama, tra gli altri riferimenti normativi, l’articolo 844 del Codice civile, che disciplina le immissioni, e l’articolo 659 del Codice penale, relativo al disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone.
Attenzione, però: a Cautano non è stata dichiarata guerra al calcio di strada, né è stato introdotto un nuovo pacchetto di sanzioni. Il sindaco precisa che il provvedimento ha natura di indirizzo, prevenzione e richiamo al rispetto della legalità. Non introduce sanzioni autonome e non stabilisce divieti derogatori rispetto alla legislazione vigente.
La scelta è quindi quella di intervenire sul piano della sensibilizzazione, senza ricorrere a un’ordinanza contingibile e urgente, strumento che richiederebbe specifici presupposti di legge.
La partita, insomma, resta aperta. Da una parte ci sono i residenti che chiedono tranquillità, dall’altra i ragazzi che vogliono uno spazio per giocare. L’Amministrazione prova a fare da arbitro, senza fischiare la fine del divertimento: meno rumore, più rispetto e palloni possibilmente più morbidi. Perché a Cautano la quiete pubblica è una cosa seria, ma una pallonata non deve necessariamente diventare un ‘caso da derby’.




