CULTURA
Nicola Sguera: il Premio “Dolfo Zorzut”, l’antologia di LuccAutori e una sala piena per “Il potere del canto”
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È stata una settimana ricca di soddisfazioni per Nicola Sguera. Il docente e scrittore beneventano ha vinto il Premio letterario biennale “Dolfo Zorzut”, promosso dal Comune di Cormons con l’associazione Amîs da Mont Quarine, la Società Filologica Friulana e l’ARLeF, con il racconto inedito “Fondamenta invisibili”. Il testo si apre con una citazione di Jorge Luis Borges, «L’uomo è in grado di fare il bene, ma non di sapere che lo fa», e la sviluppa in una serie di ritratti di vite comuni sparse per il mondo: un ortolano di periferia che porta cassette di verdura alla vedova del terzo piano, un contabile di Porto che la sera suona il violino davanti al Douro, un anziano filologo di Lipsia, due amici che giocano a scacchi in un caffè di Buenos Aires, un ceramista di Seto, un tipografo, una coppia fiorentina che legge il Paradiso, un poeta di Ramallah che cancella e riscrive i suoi versi. Sono persone che non si conoscono e che, in un esplicito omaggio alla poesia “I giusti” di Borges, «stanno salvando il mondo. Non lo sanno. Lo fanno comunque».
A Lucca, nell’ambito del 32° Festival LuccAutori, sabato 17 ottobre è stata presentata a Villa Bottini l’antologia del 25° Premio “Racconti nella Rete” (Castelvecchi), curata da Demetrio Brandi. Tra i racconti vincitori figura anche “Colpo d’ordinanza” di Nicola Sguera, che ha partecipato a distanza con un videomessaggio di ringraziamento. L’incontro con gli autori è stato condotto da Maria Elena Marchini, con le letture di Fabio Dostuni e Antonella Lucii e l’accompagnamento musicale di Giuseppe Sanalitro.
A Benevento, venerdì 16 ottobre, il Salotto della Libreria Barbarossa era gremito per la presentazione de “Il potere del canto” (Finalmente Libri), secondo romanzo di Sguera. La serata, organizzata con Culture e Letture APS, è stata condotta brillantemente da Elide Apice.
Romanzo di formazione tra fantasy e ucronia, il libro ha per protagonista Eliseo, un nome scelto «per una fascinazione per i nomi ebraici e per il significato di “Dio è salvezza”». Nessun nome, nel romanzo, è casuale: tutti hanno una forte valenza simbolica.
Michele Moccia, docente e critico cinematografico, è intervenuto con una riflessione colta che ha spaziato tra cinema, poesia e fumetto, restituendo ai presenti, numerosi e molto partecipi, i sentimenti del giovane Eliseo: il dono di poter cambiare il mondo, il desiderio di fare il bene e la necessità di imparare come farlo.
«Il libro è la definitiva elaborazione di una perdita, quella di mia madre», ha spiegato Nicola Sguera. «Non idealizzo la sua figura, ma a lei debbo tutto ciò che sono. Nel tempo è diventata una presenza benigna nella mia vita.»
La serata si è chiusa con l’esibizione di Fanny, giovanissimo rapper che ha appena pubblicato “Conflitto con Dio”, disponibile su Spotify. Sguera è inoltre finalista al Premio “Agrorinasce” con il romanzo inedito “Esther”.




