POLITICA
Inchiesta Comune, Area Progressisti e Riformisti: ‘Garantismo e prudenza, il Pd eviti strumentalizzazioni’
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“L’Area dei Progressisti e Riformisti, componente del centrosinistra beneventano, non è in grado di esprimere la propria posizione in merito alle indagini in corso che riguardano fatti importanti, attenzionati dalla Procura della Repubblica di Benevento perché secretate.
L’Associazione – scrivono Giuseppe Addabbo, Gennaro Caputo, Angelo Marino, Erasmo Mortaruolo e Italo Palumbo – ribadisce la centralità della cultura garantista, il rispetto del lavoro della magistratura, il rifiuto di ogni strumentalizzazione giudiziaria a fini di scontro politico. Nel sistema italiano chi è sottoposto a indagini resta “non colpevole” finché non intervenga una sentenza definitiva di condanna, principio che vale per ogni cittadino e quindi anche per sindaci e amministratori locali.
Ciò comporta che l’apertura di un fascicolo, un avviso di garanzia o perquisizioni non equivalgono ad accertamento di responsabilità, né civile né penale. L’Area dei Progressisti e Riformisti rileva, come spesso accade, che alcune indagini obbligatorie, legittime e corrette poste in essere dalla magistratura inquirente si concludono con parziali o totali assoluzioni. Quindi, è necessario per assumere comportamenti politici in riferimento ai fatti giudiziari, attendere le conclusioni delle indagini.
Vorremmo ricordare a chi in queste ore sta dimostrando poca memoria che il noto “processo Lodigiani – mani pulite” vide il proscioglimento totale degli imputati, dopo aver prodotto la decapitazione, con diversi arresti e decine di indagati di diversi partiti, dell’amministrazione comunale, guidata dal Prof. Antonio Pietrantonio. Vogliamo mantenere, quindi, estrema prudenza. Ci meraviglia la campagna di delegittimazione della classe politica con richieste di dimissioni fondate su accuse ancora tutte da accertare. La procura dovrà dare sostanza ai provvedimenti che adotterà e ogni singolo indagato, dovrà dare prova della sua innocenza, e ogni chiamata in correità dovrà essere supportata da prove inequivocabili.
Abbiamo sempre pensato che la più grande forza politica del centro sinistra, nel quale ci riconosciamo, invece di buttarsi nella mischia con fare giacobino, per poter accogliere qualche voto in più alle prossime elezioni amministrative, avrebbe valutato di mantenere estrema prudenza anche alla luce dei risultati di tanti processi conclusisi con tutti o quasi tutti assolti con formula piena. Il PD non è un partito giustizialista è un partito responsabile.
A Benevento, al contrario, cerca di cavalcare la giustizia per nascondere le proprie inefficienze sul piano politico, condizionato tra l’altro, da settori del cosiddetto civismo giustizialista che, approfittando delle indagini in corso e attingendo notizie chissà dove, chiede “la testa” del solo sindaco della città di Benevento e non anche di altri amministratori apparentemente coinvolti; tanto, mette ancor di più in evidenza la strumentalità della richiesta di dimissioni che è posta al solo fine di cavalcare, il tema della legalità, in previsione della prossima consultazione amministrativa. Quando si propongono candidature, quando si nominano persone per ruoli apicali negli enti, si valuta la persona al momento della nomina, non la sua possibile evoluzione verso il malaffare. Le forze del centro sinistra dovrebbero essere occupate dall’esigenza di aprire tavoli di discussione sulla formazione dei gruppi dirigenti e sulla rappresentanza. Si sa, per esperienza che la composizione delle liste spesso si fa anche con persone impresentabili, purché portatori di consenso elettorale, cosa che andrebbe attenzionata.
Il PD a Benevento, sembra avere quasi sempre due comportamenti: garantisti verso propri iscritti e propri rappresentanti istituzionali e giustizialisti verso gli iscritti e i rappresentanti istituzionali di altre forze politiche. Ci sarà il momento in cui si potrà con maggior cognizione di causa e serenità politica valutare i risultati delle indagini e l’impianto accusatorio che verrà offerto alla magistratura giudicante. Bisogna avere consapevolezza che gli indagati non hanno sempre un solo colore politico ma spesso appartengono a partiti diversi e a schieramenti diversi, come sembra stia emergendo anche dai nominativi apparsi sulla stampa.
L’area dei Progressisti e Riformisti si impegna a valutare responsabilmente eventuali futuri sviluppi delle indagini in corso, al fine di valutare la portata legale, l’incidenza sulla politica, le responsabilità individuali o collettive. La magistratura continui a lavorare con serenità. Bisogna aprire una discussione franca con la città e con tutte le forze sociali, professionali ed imprenditoriali, con i cittadini delle contrade, uscendo dalla logica del “palazzo” ormai governato da un dibattito improduttivo e stucchevole e da posizioni aventiniane, come quella annunciata dal PD che non fa bene alla politica.
Tutti i consiglieri comunali devono esercitare il ruolo per il quale sono eletti e non fuggire dalle proprie responsabilità istituzionali. Con lo stesso spirito, chiediamo al Sindaco, alla Giunta e al consiglio Comunale di andare avanti per poter essere giudicati dai cittadini della città di Benevento, anche severamente se necessario, per il lavoro amministrativo e di opposizione svolto. La magistratura ha sicuramente il compito di accertare ogni responsabilità penale, singola o associativa. Noi chiediamo tempi rapidi per evitare ogni strumentalizzazione politica, come di fatto sta avvenendo”, conclude la nota.




