POLITICA
Inchiesta Comune, Perifano: “La fine anticipata della consiliatura è una priorità politica”
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“Vorrei dire la mia sugli ultimi concitati e incredibili giorni di cronaca cittadina. Per quanto riguarda i consiglieri di opposizione di Alternativa per Benevento non c’è il minimo dubbio che, dopo quanto emerso dalle indagini della Procura, la fine anticipata di questa consiliatura rappresenti una priorità politica”. A dirlo è Luigi Diego Perifano, consigliere comunale d’opposizione a Benevento.
“Per la verità, già dopo l’arresto in flagranza di Santamaria pensavamo fosse tempo di calare il sipario. Gli sviluppi dell’inchiesta sono stati clamorosi per la loro gravità, hanno scosso le fondamenta del palazzo comunale, minando la fiducia della cittadinanza nelle istituzioni. È evidente che la situazione è insostenibile in presenza di fatti che, sommando intrallazzi e degrado, hanno compromesso irrimediabilmente la credibilità dell’amministrazione, pur risultando estranei agli addebiti – e questo va detto – sia il sindaco che la Giunta.
Ma il punto, come è ovvio, non è la responsabilità penale: di quella risponderanno in sede giudiziaria i singoli indagati, con le garanzie previste dal nostro ordinamento (per quanto Santamaria sia ormai da considerarsi reo confesso e le dichiarazioni da lui rese siano considerate dagli inquirenti gravemente indizianti).
La questione attiene alle responsabilità morali e politiche, alle quali non si può sfuggire fingendo che non sia accaduto nulla, trincerandosi dietro frasi di circostanza e riti autoassolutori.
Peraltro, la rabbia dei beneventani è giunta a tal punto da indirizzare la protesta anche nei confronti dell’opposizione: non me ne meraviglio ed è giusto essere chiamati a rispondere del nostro operato.
Nel dibattito sui social, in alcuni casi ci viene chiesto, come consiglieri di opposizione, di rassegnare le dimissioni. Alcuni lo fanno perché mettono tutti nel calderone, imputandoci un mancato controllo: ignorano, tuttavia, che i poteri di un consigliere di opposizione sono molto limitati. Il malaffare non si consuma alla luce del giorno, né durante le sedute consiliari, ma dentro stanze nelle quali non abbiamo accesso e con procedure che non passano mai, ma proprio mai, al vaglio del Consiglio Comunale. Per di più, nei nostri confronti, in questi anni, è stato stretto una sorta di cordone sanitario, tanto che gli uffici comunali sono stati persino diffidati dal fornirci informazioni dirette.
Altri invocano le dimissioni dell’opposizione pensando, in perfetta buona fede, che questo comporti lo scioglimento del Consiglio Comunale.
Non è così. Le dimissioni comportano solo la sostituzione dei dimissionari con i primi dei non eletti delle varie liste presenti nella competizione elettorale del 2021.
Se gli otto consiglieri di ApB si dimettessero in blocco, solo cinque dei subentranti si riconoscerebbero nell’opposizione: dunque, il Consiglio rimarrebbe in carica e l’attuale maggioranza si rafforzerebbe, passando da 20 a 23 componenti. Perciò bisogna pensarci su.
In ogni caso non escludiamo niente e in una conferenza stampa che andremo a convocare a breveo chiariremo il nostro pensiero.
Un’ultima considerazione: si levano diverse voci per invocare una mobilitazione “dal basso”, un movimento civico spontaneo in grado di dare una spallata per uscire dalle secche.
Sarebbe un gran bene, perché noi, da soli, non siamo in grado di ribaltare gli attuali equilibri, e i partiti nei quali militiamo non sono più le organizzazioni di “massa” di una volta, capaci di chiamare a raccolta centinaia di persone. E poi non abbiamo alcuna intenzione di occupare la scena, ma al massimo l’obiettivo di renderci utili.”


