CRONACA
Maltrattamenti in famiglia, in Appello pena ridotta e detenzione domiciliare al posto del carcere
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La Corte d’Appello ha rideterminato la pena nei confronti di un imputato condannato per maltrattamenti in famiglia, disponendo anche l’applicazione della detenzione domiciliare in sostituzione della detenzione in carcere.
L’uomo era stato condannato in primo grado a 4 anni e 8 mesi di reclusione per una serie di episodi di maltrattamenti commessi tra il 2018 e il 2021. Nel giudizio di secondo grado, a seguito di concordato tra le parti, la pena è stata ridotta a 3 anni e 2 mesi di reclusione, anche in considerazione della condotta mantenuta dall’imputato nel periodo successivo ai fatti.
La decisione assume particolare rilievo per la scelta della Corte di accogliere la richiesta della difesa, rappresentata dall’avvocato Giorgione, disponendo l’applicazione della misura sostitutiva della detenzione domiciliare.
Pur trattandosi di un reato per il quale la normativa prevede specifiche limitazioni all’accesso ai benefici penitenziari, i giudici hanno ritenuto sussistenti i presupposti di legge per consentire l’espiazione della pena presso il domicilio.
Il condannato sconterà quindi la pena in regime di detenzione domiciliare, nel rispetto delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria. La misura resterà efficace salvo eventuali cause di revoca previste dalla legge, tra cui la violazione delle prescrizioni o la commissione di nuovi reati.




