SANNIO
Da Pontelandolfo a Waterbury: la ruzzola del formaggio sbarca negli States
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“Le le … le le”, l’incitamento che sostiene la corsa veemente della forma di formaggio verso il traguardo, echeggia lungo le strade d’America. La tradizione non conosce i confini, annulla le distanze, Pontelandolfo e Waterbury, città gemellate, ancora una volta diventano un’unica identità, parlano una sola lingua. Un gruppo di ruzzolatori pontelandolfesi sbarca all’International Airport John F. Kennedy di New York., entra in una dimensione più ampia, in un giorno destinato a rimanere impresso nella memoria storica delle due comunità.
Rocco Guerrera, Massimo Guerrera, Samuele Guerrera, Salvatore Longo, Nicola Perugini, Nicola Mancini, Alessandro Guerrera, Giuseppe Parcesepe, hanno innalzato il vessillo sannita nella città nordamericana dello Stato del Connecticut, la seconda patria di migliaia di emigranti pontelandolfesi.
E’ festa grande al Pontelandolfo Community Club, si sente odore di terra madre, e basta questo ad innescare fermento ed eccitazione. Si gioca, si gioca al formaggio a Waterbury, come a Pontelandolfo a Carnevale. Si torna indietro nel tempo, la gente affolla le strade, il Waterbury Municipal Stadium per un giorno cambia pelle, indossa gli abiti del grande invaso spaziale del paese sannita, lastricato di pietra bianca, incorniciato da tigli e platani senza età, percorso nei secoli da migliaia di forme di formaggio ruzzolanti. E campo di gara diventano anche le strade tra le mura amiche dell’immenso Ponte’s Club, in festa per l’evento.
Si formano le coppie, miste, le squadre si preparano, hanno inizio le sfide, si battaglia, si fa per dire, tra risate, battute e sfottò, fino all’ultimo colpo. La lotta è serrata, ognuno insegue la vittoria, tutti la cercano, tutti la trovano, proprio tutti, l’importante era esserci, farsi trovare pronti con la storia, onorare la memoria degli avi che hanno reso possibile oggi di vivere antiche, straordinarie, irripetibili emozioni. I ruzzolatori sono stati accolti con tutti gli onori, non c’erano dubbi che a loro fosse stata riservata una ospitalità speciale, garantita da Tony Rubbo, inossidabile guida del Ponte’s Club sempre sulla cresta dell’onda, da Joe Polletta, pedina fondamentale in ogni occasione di scambio tra le comunità di Pontelandolfo e Waterbury, dai numerosi parenti e potremmo compilare un elenco interminabile di pontelandolfesi d’America, che hanno aperto le porte di casa ai fratelli provenienti dall’Italia.
Quei pontelandolfesi, ancora fortemente legati alla terra madre, che hanno fatto squadra in un paese così lontano, diventando nel tempo una realtà produttiva, politica e socio-economica di grande spessore. Rocco Guerrera e compagni, sono appena rientrati in Italia, arricchiti nell’animo da una nuova, indimenticabile esperienza, che tutti confidano in cuor loro di poterla ripetere un giorno. (Gabriele Palladino)




