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La bellezza come motore di rinascita: Casalini e Casucci a confronto a Telese Terme
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Esiste un’economia che non si misura solo in punti di PIL, ma nella capacità di una comunità di riconoscersi nei propri luoghi, di custodirli e di trasformarli in un motore di sviluppo. Di questo si è discusso nel corso dell’ultimo incontro promosso dalla Fondazione Gerardino Romano di Telese Terme, che ha visto un fitto confronto tra il giornalista e conduttore RAI Emilio Casalini e il professore Felice Casucci .
Al centro del dibattito, il tema suggestivo e quantomai urgente: “Il privilegio di progettare una rinascita condivisa”. Un dialogo denso che ha esplorato i concetti di identità, responsabilità civica e riscatto sociale, partendo dalle storie raccolte da Casalini in giro per l’Italia con la sua trasmissione su Rai3, Generazione Bellezza.
Per Emilio Casalini non si tratta di contemplazione estetica, ma di un pragmatismo radicale. La rigenerazione di un luogo non cala mai dall’alto, ma nasce quando una comunità decide di rimettersi in movimento, cambiando passo. Tuttavia, questo processo ha un costo sociale ed etico che Casalini definisce senza giri di parole: “Non puoi fare comunità pensando di prendere dagli altri senza dare niente. Non puoi pensare di vivere bene in un posto perché gli altri fanno tutta la parte e ti lamenti solo che non funziona… Fare comunità significa privarsi di qualcosa per un benessere collettivo degli altri”.
In questo scenario, anche l’atavica “incoerenza del Sud” può essere riletta sotto una nuova luce: non più come un limite insormontabile, ma come una forma ostinata, quasi viscerale, di rinascita. Una spinta che nasce dal contrasto e dalla necessità di inventare strade nuove laddove quelle vecchie hanno fallito.
Il Professore Felice Casucci amplia l’orizzonte sulla dimensione civica e istituzionale del progetto. Come si posa il “primo mattone” di una rinascita condivisa? La risposta sta nell’inclusione: “rendere i cittadini protagonisti attivi e non semplici spettatori del proprio territorio, cosi come fa la Fondazione Gerardino Romano da circa trent’anni.
Casucci poi lancia una riflessione profonda: l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, ma è giunto il momento di considerarla anche una Repubblica fondata sulla bellezza. Una bellezza intesa come forza morale e generatrice di futuro.
“La bellezza vive solo se viene trasmessa”, ha sottolineato Casucci, “se diventa una forza morale, culturale e civica in grado di plasmare il futuro, quindi dobbiamo essere coloro che la tramandano e la diffondono proteggendola”.
Dall’incontro della Fondazione Gerardino Romano emerge un vero e proprio manifesto per le aree interne. La felicità di un territorio non si subisce, si progetta. Il “privilegio” evocato nel titolo dell’incontro è allora la libertà di scegliere la strada della cooperazione, superando l’individualismo e la cultura del lamento. La bellezza c’è, ci circonda; la sfida, adesso, è avere il coraggio di organizzarla.
Stefano Avitabile




