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Acqua pubblica, il Comitato sannita ABC annuncia sit in davanti alla Prefettura
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A pochi giorni dal quindicesimo anniversario del referendum del 12 e 13 giugno 2011, con cui oltre 26 milioni di italiani si espressero a favore della gestione pubblica del servizio idrico, il Comitato Sannita Acqua Bene Comune torna a contestare il progetto di costituzione della società Sannio Acque e annuncia una mobilitazione pubblica davanti alla Prefettura di Benevento.
In una nota firmata dal portavoce Giovanni Seneca, il Comitato richiama il significato politico e sociale della consultazione referendaria che sancì, secondo i promotori, il principio che l’acqua non debba essere assoggettata alle logiche del profitto. Vengono inoltre ricordate le posizioni espresse da Papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’ e quelle dell’arcivescovo di Benevento Felice Accrocca, che nel 2022 ribadì come ogni processo di privatizzazione dell’acqua che limiti l’accesso dei più poveri a tale risorsa sia da considerarsi inaccettabile.
Nel mirino del Comitato finisce l’amministrazione comunale di Benevento e in particolare il sindaco Clemente Mastella, accusato di sostenere il progetto Sannio Acque come unica soluzione possibile per la gestione del servizio idrico. Secondo gli esponenti dell’associazione, tuttavia, vi sarebbero elementi che non sarebbero stati adeguatamente evidenziati nel dibattito pubblico.
Tra questi, il Comitato cita il debito accumulato da Gesesa/Acea, ritenuto proporzionalmente superiore a quello di Alto Calore Servizi rispetto al numero di utenti serviti, nonché gli aumenti tariffari già deliberati nei territori del Sannio, dell’Irpinia e del Casertano. Nella nota si sostiene inoltre che l’eventuale passivo non verrebbe assorbito dal soggetto privato, ma sarebbe coperto attraverso le bollette degli utenti nell’arco di trent’anni.
L’associazione sottolinea inoltre la composizione societaria di Acea, evidenziando la presenza di importanti gruppi industriali e finanziari privati all’interno dell’azionariato. Per il Comitato, la gestione dell’acqua dovrebbe invece restare integralmente pubblica, seguendo modelli già adottati in altri territori italiani.
Nel documento vengono richiamate anche le pronunce della Corte dei Conti che, secondo i promotori dell’iniziativa, avrebbero espresso rilievi sia sul progetto Sannio Acque sia su analoghe società miste previste in altri territori campani, contestando la mancanza di un effettivo controllo pubblico.
Per queste ragioni il Comitato ha inviato una diffida tramite Pec ai 78 Comuni della provincia di Benevento, invitandoli a non aderire al progetto. Contestualmente è stata avanzata una richiesta formale al presidente dell’Ente Idrico Campano, Pasquale Fico, e all’assessora all’Ambiente Claudia Pecoraro affinché venga sospesa la procedura per l’individuazione del socio privato.
L’associazione ha infine promosso un sit-in pubblico convocato per giovedì 11 giugno alle ore 17 davanti alla Prefettura di Benevento, in corso Garibaldi. L’invito è rivolto a cittadini, associazioni, sindacati e forze politiche affinché partecipino alla manifestazione in difesa dell’acqua pubblica.
Secondo il Comitato Sannita Acqua Bene Comune, la costituzione di Sannio Acque rappresenterebbe infatti “un tradimento dello spirito del referendum del 2011” e un passo verso la progressiva privatizzazione di una risorsa considerata essenziale per la collettività.




