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San Giorgio la Molara, Terre di Lavoro boccia il Rendiconto 2025 e attacca l’amministrazione

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Il Gruppo Consiliare “Terre di Lavoro” ha espresso voto contrario all’approvazione del Rendiconto della gestione 2025 del Comune di San Giorgio la Molara durante il Consiglio Comunale del 26 maggio scorso, denunciando una rappresentazione non veritiera dei dati contabili e il mancato rispetto degli equilibri di bilancio previsti dalla normativa nazionale.

Secondo i consiglieri di TERRE di LAVORO, il documento contabile approvato solo dalla maggioranza e con il voto contrario della minoranza, riproporrebbe criticità già evidenziate negli anni precedenti, con dati che, altererebbero la reale condizione economico-finanziaria del Comune.

Nel rendiconto 2025, il risultato finale effettivamente disponibile per l’ente ammonta a poco più di 6.400 euro, a fronte di un risultato di amministrazione complessivo superiore a 2,2 milioni di euro. Come evidenziato negli allegati obbligatori, la quasi totalità di tale importo risulta infatti vincolata o accantonata e, pertanto, non è liberamente utilizzabile dall’ente. Tuttavia, secondo quanto sostenuto dal consigliere Fusco Moffa nel corso del suo intervento in Consiglio, i dati effettivi sarebbero diversi e la situazione economico-finanziaria dell’ente non corrisponderebbe a quella rappresentata nel rendiconto.

Particolare attenzione viene posta agli indicatori di equilibrio finanziario. Sebbene il Comune abbia riportato un equilibrio di bilancio (W2) formalmente positivo per circa 8 mila euro, TERRE di LAVORO sostiene che tale dato sarebbe il risultato di iscrizioni contabili prive di adeguata copertura giuridica e che, una volta corrette, determinerebbero un saldo negativo, in contrasto con quanto previsto dalla normativa vigente.

Tra i rilievi più significativi vi è l’iscrizione di 100 mila euro (cifra precisa, giusta e senza decimali) di recupero imposte che, secondo i consiglieri di opposizione, non sarebbe supportata da alcun titolo giuridico valido. Il gruppo TERRE di LAVORO ricorda inoltre di aver già contestato, in sede di approvazione del bilancio di previsione 2025-2027, una sovrastima delle entrate. «Se si eliminano dai conti gli importi privi di fondamento documentale – sostengono i consiglieri di TERRE di LAVORO – il risultato cambia radicalmente e l’equilibrio di bilancio diventa negativo».

Nel documento portato all’approvazione in consiglio viene nuovamente evidenziata – così come già contestato dal gruppo consiliare TERRE di LAVORO in occasione dell’esame del Rendiconto 2024 nella seduta del 29 maggio 2025 – la presenza, tra i residui attivi, di oltre 137.000 euro relativi ai canoni del servizio idrico attribuiti alla società GE.SE.SA. S.p.A.

Il Gruppo TERRE di LAVORO ha richiamato l’accordo transattivo approvato dalla Giunta comunale nel 2024, dal quale emerge che le somme effettivamente dovute risultavano inferiori rispetto a quelle riportate nel documento sottoposto all’esame del Consiglio e, peraltro, già integralmente corrisposte.

In via preliminare, il consigliere Fusco Moffa, all’inizio del suo intervento, aveva chiesto al Sindaco (il quale ricopre anche il ruolo di Responsabile del Servizio Finanziario e attesta la veridicità e l’attendibilità dei dati iscritti nel rendiconto), se i rapporti contabili con GE.SE.SA. fossero definitivamente chiusi e se, alla data di chiusura dell’esercizio, il Comune vantasse ulteriori crediti nei confronti della società.Il Sindaco ha confermato l’assenza di qualsiasi pendenza tra il Comune e GE.SE.SA. Ne consegue che l’importo iscritto tra i residui attivi risulta privo di fondamento e dovrebbe essere eliminato. L’iscrizione di una posta attiva non più esigibile determina infatti una sovrastima del risultato di amministrazione, che risulta artificiosamente migliorato rispetto alla situazione reale. In particolare, la parte disponibile, quantificata in euro 6.417,96, considerando esclusivamente le rettifiche derivanti dai due dati sopra descritti, assumerebbe un valore negativo pari a euro (meno) -231.011,44.

Un’ulteriore criticità concerne la gestione delle entrate e delle spese in conto capitale. TERRE di LAVORO evidenzia che alcune differenze positive, generate dalla cancellazione di residui passivi relativi a opere pubbliche in misura superiore rispetto ai corrispondenti residui attivi, sarebbero state contabilizzate senza adeguata motivazione e senza la necessaria verifica delle relative corrispondenze. Tali somme, che avrebbero dovuto essere obbligatoriamente destinate al finanziamento degli investimenti, avrebbero invece contribuito a migliorare artificiosamente il risultato disponibile dell’ente. Destano pertanto sorpresa la mancata rilevazione di tale criticità da parte del Revisore dei conti e l’assenza di rilievi volti a imporre all’ente la destinazione dell’eventuale avanzo a spese della medesima natura.

Secondo i calcoli del gruppo consiliare, una corretta rappresentazione delle poste contabili determinerebbe il passaggio della quota disponibile del risultato di amministrazione da un saldo positivo pari a poco più di € 6.000,00 euro a un disavanzo superiore a € 486.000 euro. Tale situazione imporrebbe al Consiglio comunale l’adozione di misure di riequilibrio finanziario e comporterebbe un saldo negativo dell’equilibrio di bilancio (W2) superiore a 500.000 euro. Ne deriverebbe il mancato rispetto dell’obbligo previsto dall’art. 1, comma 785, della legge n. 207 del 2024, con la conseguente inidoneità del documento all’approvazione da parte del Consiglio comunale. Nonostante ciò, il Consiglio ha proceduto all’approvazione del documento, come peraltro avvenuto in precedenza, assumendosene integralmente le relative responsabilità e conseguenze.

Nel corso della discussione è stata inoltre richiamata la questione relativa all’intervento da 1,6 milioni di euro finalizzato alla realizzazione di una nuova captazione, di un serbatoio e di nuove condotte idriche. L’opera era stata inserita nel Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2025-2027 mediante una variazione di bilancio approvata il 7 novembre 2025. Tuttavia, il progetto di fattibilità tecnico-economica risulterebbe essere stato approvato soltanto alcuni giorni dopo. Tale circostanza continua a sollevare dubbi sulla legittimità dell’inserimento dell’intervento nella programmazione annuale, in assenza del presupposto progettuale richiesto.

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento. Il giorno precedente all’approvazione del progetto, il Responsabile dell’Area Tecnica, nonché anche Vicesindaco, ha disposto il pagamento di € 55.000,00 a favore del cugino diretto del Sindaco (figli di due fratelli) a titolo di risarcimento danni.

Già nella seduta del 7 novembre, il Gruppo TERRE di LAVORO aveva contestato la partecipazione del Sindaco alla deliberazione, ritenendo sussistente un obbligo di astensione per evidente conflitto di interessi. Tale rilievo venne tuttavia ignorato e, con atteggiamento ritenuto dalla minoranza particolarmente disinvolto, fu suggerito di rivolgersi alle autorità competenti.

La vicenda non si esaurisce qui. Prima dell’avvio della discussione consiliare, il consigliere Fusco Moffa ha chiesto al Sindaco se l’opera fosse già stata appaltata. La risposta è stata negativa. D’altra parte non avrebbe potuto essere diversamente, considerato che soltanto pochi giorni prima della seduta del 26 maggio 2026, con determinazione n. 279 del 20 maggio 2026, il Vicesindaco e Responsabile dell’Area Tecnica aveva affidato all’architetto Covino l’incarico di verifica del progetto approvato nel novembre precedente.

Questa è la sequenza dei fatti, peraltro confermata dallo stesso Sindaco De Vizio. Alla luce di tali circostanze, appare difficile ritenere che l’operato dell’Amministrazione sia conforme ai principi di veridicità, attendibilità, correttezza e trasparenza.

L’Ente ha infatti mantenuto tra le entrate un residuo attivo di € 55.000,00, in quanto la corrispondente somma risulta già corrisposta in uscita ed imputata ad una voce del quadro economico dell’intervento approvato solo dopo il pagamento. Il residuo attivo riportato, in assenza di un idoneo titolo giuridico che ne giustifichi la permanenza in bilancio non può essere conservato. Contestualmente, è stata reimputata in entrata e in uscita la somma di € 1.545.000,00 come se fossero già intervenuti il finanziamento dell’opera, l’aggiudicazione dei lavori, l’individuazione dell’impresa esecutrice e la definizione dell’esigibilità della relativa spesa.

Una ricostruzione contabile che, se confermata, porrebbe seri interrogativi non soltanto sotto il profilo del rispetto della normativa contabile vigente, ma anche in relazione alle disposizioni previste dal Codice dei Contratti Pubblici.

Al termine della discussione, il capogruppo consiliare Nicola De Leonardis, in rappresentanza del Gruppo Consiliare Terre di Lavoro, ha richiesto alla Segretaria comunale di allegare alla delibera un documento dettagliato contenente le motivazioni del voto contrario all’approvazione del Rendiconto 2025. Il Gruppo Consiliare Terre di Lavoro ha quindi ribadito la propria contrarietà all’approvazione del Rendiconto 2025, ritenendo che il documento non rappresenti in modo fedele la reale situazione finanziaria dell’Ente e che continui a non evidenziare adeguatamente alcune criticità strutturali nella gestione dei conti comunali. «I cittadini hanno diritto a conoscere la reale condizione economica del Comune – dichiarano i consiglieri –. Continueremo a esercitare il nostro ruolo di controllo e vigilanza affinché siano rispettati i principi e le norme della contabilità pubblica e sia garantita la massima trasparenza nella gestione delle risorse della collettività».

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