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Il docufilm su Massimo Rao si avvia al completamento in Campania
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Dopo aver girato in Umbria, Trentino-Alto Adige, Lombardia e Puglia, la produzione del docufilm su Massimo Rao “Questo e molto altro ho sognato” approda a Napoli e, soprattutto, a San Salvatore Telesino, paese natale dell’artista. Le riprese saranno effettuate a partire da sabato 7 marzo e si protrarranno fino al 19.
“La nostra scelta è stata chiara fin dall’inizio – ha dichiarato il regista Paolo Fulvio Mazzacane – non raccontare Rao da fermi, ma inseguirlo nei luoghi che lo hanno trasformato. Abbiamo incontrato molte persone, abbiamo visto tante opere ed è stato un viaggio non solo geografico ma sentimentale”.
“La piena accoglienza in ogni parte d’Italia è stata meravigliosa. È chiaro che Massimo non era solo un grande artista ma anche una persona stupenda”.
La fotografia del film è affidata a Enrico Pascarella e le musiche originali saranno firmate dal Maestro Guido Mannello, ancora una volta al fianco del regista di origini sansalvatoresi.
Tante le voci chiamate a ricomporre il mosaico della poetica di Rao. Tra queste figurano esponenti del mondo culturale come lo storico d’arte Massimo Bignardi, il filosofo Gennaro Carillo e il drammaturgo Gian Maria Cervo, oltre a parenti e ad amici che ne custodiscono la viva memoria.
L’Associazione Massimo Rao è promotrice dell’iniziativa cinematografica e sostiene la produzione insieme alla Fondazione Banco di Napoli e con il supporto dell’azienda Liverini Spa di Telese Terme, il Castello di Limatola e la Farmacia Cusano di San Salvatore Telesino.
“Questo e molto altro ho sognato” è una produzione di Paolo Fulvio Mazzacane in Associazione conla Giaver Productions LLC e la collaborazione della Fondazione Caritro – Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto. L’opera, il cui completamento è previsto per la seconda metà del 2026, è ideata per un percorso distributivo che partirà dai maggiori festival cinematografici internazionali, per poi approdare nelle sale e sui circuiti televisivi dedicati all’arte e alla cultura.
Il film segue la vita dell’artista Massimo Rao attraverso la Napoli degli anni ’70, la scoperta folgorante a Trani che lo consacra a soli vent’anni, l’esperienza formativa nelle Dolomiti dell’Alto Adige, fino al rifugio umbro di Pornello dove crea le opere più intense prima della morte prematura. La narrazione intreccia biografia e analisi artistica, utilizzando il paesaggio italiano come vero coprotagonista del racconto. Attraverso interviste a critici, storici e testimoni diretti, riprese delle opere e materiali d’archivio esclusivi, il film recupera un patrimonio artistico ancora poco conosciuto.
L’ASSOCIAZIONE MASSIMO RAO
Fondata nel 2012 a San Salvatore Telesino, l’Associazione gestisce la Pinacoteca Massimo Rao e si occupa della tutela e promozione dell’opera dell’artista attraverso mostre, pubblicazioni e produzioni culturali.



