POLITICA
Scuola Sala-Torre, Corona: ‘Prefabbricati in ritardo, litigano Comune e Ditta. Forse nel 2027 la consegna del nuovo edificio’
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“È cominciato il montaggio delle prime strutture prefabbricate per la nuova scuola Torre-Sala con cinque mesi di ritardo rispetto al Cronoprogramma che prevede altri undici mesi di lavori per la consegna dell’opera.
Quindi il nuovo edificio – scrive Gabriele Corona del movimento ‘Altra Benevento è possibile’ – non sarà pronto per il prossimo anno scolastico e forse per questo motivo il sindaco Mastella, che inaugura pure cartelli stradali e luna park, non è intervenuto per “porre la prima pietra” o meglio il primo pilastro.
Il Comune attraverso le solite dichiarazioni stampa di Mario Pasquariello (assessore alle Opere Pubbliche con indennità mensile di € 4.810) finora ha assicurato la sostanziale regolarità dei lavori ma in realtà già a novembre scorso aveva contestato quattro mesi di ritardi alla ditta Briganti che però aveva restituito al mittente le accuse.
Infatti, in risposta alla lettera del 29 novembre 2025 con la quale il Direttore dei lavori “su segnalazione del RUP (il dirigente Antonio IadiciccoNdR) rappresentava un presunto ritardo nell’esecuzione dei lavori di circa 4 mesi” il Consorzio ConCoop anche a nome della società esecutrice, la cooperativa Briganti, il 22 dicembre 2025 ha comunicato che “Allo stato, il ritardo accumulato … supera i quattro mesi”con gravi danni dovuti a “condotte omissive, ritardi, istruttorie difettose, e criticità progettuali riconducibili all’Amministrazione”.
L’appaltatore dopo aver ribadito che“le lavorazioni sono iniziate in assenza di un progetto esecutivo approvato e completo essendo il progetto posto a base di gara risultato non utilizzabile e successivamente sostituito da una perizia di variante con relativo atto di sottomissione del 17/7/202”,ha ricordato in particolare che “durante l’esecuzione dei pali di fondazione sono stati rinvenuti banchi rocciosi continui, compatti di elevata durezza e su estensioni non prevedibili. Tale condizione geologica, non rilevata nelle indagini e non valutata nel progetto esecutivo ha comportato un drastico rallentamento delle perforazioni e reso impossibile ricondurre l’attività ai prezzi contrattuali convenuti”.
A proposito della realizzazione delle strutture prefabbricate, ConsCoop e Briganti hanno segnalato che “già agli inizi di luglio 2025 erano emerse rilevanti incongruenze nella documentazione progettuale ….. il rilievo topografico ha evidenziato difformità planimetriche ed altimetriche… (la ditta) ha chiesto tavole esecutive aggiornate rispetto a forometrie e passaggi impiantistici, indispensabili per evitare interferenze tra strutture progettate e impianti.
Con le controdeduzioni del 5 gennaio 2026 – prosegue Corona – il Direttore dei Lavori ha riconosciuto maggiori costi per le perforazioni ma ha rigettato gli altri addebiti.
Sta di fatto che anche i documenti contabili attestano un notevole ritardo nella esecuzione dei lavori. Infatti, con la Determina n. 83 del 12-2-2026 il dirigente Iadicicco attesta che da marzo 2024, fino al 15 gennaio del 2026 la ditta ha realizzato lavori per un totale (compreso oneri sicurezza) pari a € 3.048.630,95 che rappresentano il 24,5% % del totale di € 12.457.996,44 previsti dal Contratto con la COSCOOP.
E’ palese che neppure un miracolo può consentire di realizzare entro il 30 giugno 2026, data di scadenza del PNRR, il 75,5% dei lavori non eseguiti in 35 mesi.
Il montaggio di pilastri, travi e solai prefabbricati si dovrebbe concludere entro metà aprile (due mesi da cronoprogamma) ma sicuramente subirà ulteriori ritardi perché ancora non sono terminati i lavori per la realizzazione delle fondazioni (piano interrato e plinti) sulle quali costruire l’edificio.
Poi saranno necessari almeno altri 8 mesi per realizzare coperture, impermeabilizzazioni, muri, tramezzi, impianti vari, pavimenti, infissi e opere esterne ma senza finanziamenti PNRR.
Quindi, salvo complicazioni che però sono molto probabili considerato l’andazzo, agli inizi del 2027 dovrebbe essere consegnato il nuovo edificio dal costo di 17 milioni di euro, realizzato con prefabbricati tipici dei capannoni industriali, con ridotte capacità di isolamento termico e risparmio energetico, senza aula magna e senza refettorio per la mensa scolastica”, conclude Corona.



