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‘La Rete Sociale’ contro l’Asl: ‘Ad Airola chiude il Centro di Salute Mentale dalla mattina alla sera’

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“Con un provvedimento ad horas del tutto inusitato, la Asl ha chiuso dall’oggi al domani la struttura del CSM (Centro Salute Mentale) di Airola spostando con un ordine di servizio tutti i pazienti in quella di Puglianello. Spostati come pacchi – non si sa ancora come, nè con quali mezzi – in maniera che sembra pretestuosa. Il pretesto, infatti, sarebbe una ispezione interna su richiesta del coordinatore del DSM Paolo Cavalli che stamattina – scrive in una nota Serena Romano, presidente de ‘La Rete Sociale’ – si è presentato sul luogo con il camion del trasloco dopo aver verificato nei giorni scorsi l’inidoneità della struttura con la responsabile sicurezza della Asl: inidoneità che non tiene conto, però, della salute dei pazienti per i quali si profila l’interruzione di pubblico servizio e altre gravi conseguenze. Non si è provveduto, infatti, ad allestire un ambulatorio alternativo o un punto di ascolto sul territorio perché tutto il personale è stato trasferito a Puglianello su disposizione del direttore generale, senza neanche interpellare il sindaco, massima autorità sanitaria locale.


Per capire la gravità di questo atto senza precedenti commesso dalla Asl, bisogna sapere che le inadempienze riscontrate nella struttura non erano tali da chiuderla dalla sera alla mattina: tant’è che aveva ricevuto nel 2018 e nel 2022 un’analoga ispezione continuando, però, a funzionare. Non solo: al sindaco di Airola che l’aveva ceduta in comodato d’uso alla Asl, non erano mai state riscontrate problematiche del genere benché, come proprietario della struttura, avrebbe dovuto essere avvisato per primo: “A breve era prevista una ristrutturazione per cui abbiamo anche ricevuto un finanziamento, ma niente che giustificasse questa improvvisa accelerata – dichiara il sindaco Falzarano – Invece ecco, come un fulmine a ciel sereno, stamattina viene un paziente su al Comune e mi dice “Sindaco il Csm è chiuso: come faccio a prendere le medicine? Se non le prendo sto male..”. Dopodiché è iniziato il panico e un via vai di pazienti… Non ho ricevuto neanche una telefonata di preavviso… mi hanno detto dalla direzione generale che domani mi avrebbero mandato una pec… Assurdo!”
Il sindaco Falzarano sta allertando gli altri sindaci della valle Caudina per gestire un’emergenza che evidentemente i burocrati della Asl – nascosti dietro scartoffie e regolamenti – non riescono neanche minimamente a percepire se ritengono che in pochi giorni l’intera utenza della Valle Caudina possa traslocare in Valle Telesina. Si sono chiesti come arrivano i pazienti a Puglianello? Nel calcolare la distanza tra Puglianello e Airola, si sono chiesti perché i CSM sono previsti per legge sul territorio dove abitano i pazienti? Come garantiranno il servizio: con decine di pulmini? Ma soprattutto se c’è una cosa che non si fa mai con i malati mentali è un blitz, un cambiamento brusco delle proprie abitudini, perché li destabilizza: i blitz si fanno con i criminali. Questo lo sa anche uno psichiatra al primo anno di università. E allora se un malato in questa storia ha uno scompenso e fa un gesto grave, chi se ne assume la responsabilità?

Il sindaco – continua Romano – ora aspetta una PEC di risposta, ma rischia di aspettare invano: noi associazione dei familiari a tutela dei diritti dei pazienti, abbiamo scritto più di una PEC al nuovo coordinatore di dipartimento e al nuovo management per un confronto su fatti gravi e per offrire la nostra collaborazione, ma non abbiamo mai avuto risposta. Neanche per educazione. Perciò il sindaco farà meglio a provvedere secondo coscienza. Noi saremo lì ad Airola in segno di solidarietà con i pazienti: al suo fianco e a quello di tutti i sindaci della Valle Caudina che avranno la forza di reagire per non far chiudere il centro. E ci saremo anche per capire che cosa c’è veramente sotto questa brutta storia”, conclude Romano. 

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