Comune di Benevento
Benevento, anche la Basilica della Madonna delle Grazie al centro della rigenerazione urbana
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Tra gli interventi strategici programmati dal Comune di Benevento nell’ambito del Programma di Rigenerazione Integrata Urbana Sostenibile (PRIUS) rientra un’importante operazione di valorizzazione e riqualificazione dei prospetti esterni della Basilica della Madonna delle Grazie, uno dei simboli religiosi, storici e identitari più rilevanti della città e dell’intero Sannio.
L’intervento si inserisce nel più ampio quadro degli investimenti regionali avviati con la delibera di Giunta campana targata De Luca di fine maggio 2024, che ha programmato risorse complessive pari a 360 milioni di euro. Un impegno finanziario di grande portata da parte della Regione Campania, che individua ancora una volta la dimensione urbana come motore dello sviluppo regionale. Per la Basilica della Madonna delle Grazie è previsto uno stanziamento di 200mila euro.
La storia – La Basilica di Maria Santissima delle Grazie, patrona del Sannio, è una chiesa monumentale ottocentesca di grande pregio architettonico, considerata tra le più belle di Benevento. Al complesso è annesso il convento francescano, ricostruito dopo la Seconda guerra mondiale. L’edificio sorge al termine del viale dedicato a San Lorenzo, all’ingresso del quale campeggia la suggestiva scultura tardo-egiziana del dio Api.
La sua edificazione affonda le radici in uno dei momenti più drammatici della storia cittadina: l’epidemia di colera del 1836. In quell’anno il Consiglio comunale, su proposta del marchese Paolo Pacca, deliberò la costruzione di un grande tempio votivo dedicato alla Vergine delle Grazie, impegnando la città in un’offerta complessiva di diecimila ducati. Il voto solenne fu pronunciato il 1° novembre 1836 nel Duomo di Benevento dal Gonfaloniere Paolo Capobianco, Marchese di Carife.
Dopo l’approvazione del progetto dell’architetto beneventano Vincenzo Coppola da parte della Commissione di Belle Arti di Roma, e nonostante le difficoltà dovute al protrarsi dell’epidemia, il 26 maggio 1839 mons. Gioacchino Pecci – futuro Papa Leone XIII – benedisse la prima pietra del nuovo tempio.
I lavori si svilupparono nel corso di decenni, con il contributo determinante di figure come Paolo Pacca, Padre Giuseppe Capobianco e il nobile Giuseppe De Simone. Il completamento dell’opera avvenne gradualmente, fino all’ingresso solenne della Statua della Madonna delle Grazie nel 1893 e alla consacrazione definitiva della Basilica nel 1901, con un altare maggiore donato da Papa Leone XIII.
La facciata monumentale con il pronao neoclassico esastilo, impreziosita da colonne corinzie, statue e decorazioni scultoree, fu inaugurata il 1° luglio 1929. L’edificio subì gravi danni durante i bombardamenti del settembre 1943 e fu successivamente restaurato, fino alla riapertura al culto nel 1987, dopo gli eventi sismici del 1980-1981. Nel 1957, con Breve apostolico di Pio XII, la chiesa è stata elevata alla dignità di Basilica minore.
Le criticità riscontrate – I sopralluoghi tecnici e i rilievi conoscitivi effettuati hanno messo in luce un quadro di degrado significativo, in particolare sui prospetti esterni. Le maggiori criticità interessano la balaustra e la trabeazione del pronao, le statue, il timpano e l’intera facciata principale, con fenomeni di carbonatazione già evidenti.
Ulteriori problemi sono stati riscontrati nel manto di copertura, caratterizzato da rotture delle tegole, lesioni, distacchi delle membrane isolanti e inefficienze nei sistemi di raccolta e smaltimento delle acque piovane, sia nei canali in muratura sia negli elementi di lattoneria.
Sono presenti inoltre distacchi di intonaco sulle pareti interne ed esterne, fenomeni riconducibili in larga parte alla risalita di umidità, oltre a lesioni nell’arco del presbiterio e nella cupola, nonché infiltrazioni e macchie di umidità nella muratura portante.
Il progetto di restauro – Prerequisito indispensabile per una proposta di restauro compatibile con la tutela e la conservazione del bene è la sua approfondita “conoscenza”, ottenuta attraverso specifiche operazioni di rilievo e diagnostica. Priorità dell’intervento sarà l’eliminazione delle criticità già individuate e di quelle eventualmente riscontrabili durante le fasi di rilievo, diagnosi ed esecuzione dei lavori, compatibilmente con le risorse disponibili.
Considerato il carattere interdisciplinare dell’intervento, il progetto prevede il coinvolgimento di diverse figure professionali specialistiche. Le opere di restauro, da realizzarsi sulla base della progettazione esecutiva e secondo un preciso ordine di priorità, comprenderanno: il restauro delle facciate; il recupero delle statue collocate sulla balaustra del pronao e di quella posta al di sotto del timpano; il restauro della balaustra stessa; lavori specialistici sugli stucchi e sui fregi decorativi; la sostituzione del pavimento del terrazzo del pronao con relativa posa del battiscopa; la revisione e il ripristino degli intonaci esterni ammalorati e di quelli mancanti, da realizzarsi a base di calce e pozzolana; la preparazione e tinteggiatura delle superfici esterne con materiali naturali; il restauro degli elementi in pietra, delle cornici, delle decorazioni in stucco e dei portoni.
Sono inoltre previsti interventi di manutenzione straordinaria della copertura, con il ripristino degli isolamenti, della lattoneria e dei sistemi di smaltimento delle acque, oltre all’installazione della linea salvavita.
Per le lavorazioni specialistiche, gli interventi saranno affidati esclusivamente a restauratori qualificati, in possesso dei requisiti previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio e iscritti all’Elenco Nazionale dei professionisti abilitati.
La riqualificazione dei prospetti della Basilica della Madonna delle Grazie rappresenta così non solo un intervento di tutela monumentale, ma anche un investimento strategico sul patrimonio culturale e sull’identità urbana di Benevento.




