POLITICA
Errico (FI): “I dati Gimbe certificano che la sanità campana non va”
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La Campania è la tredicesima regione italiana per i livelli di assistenza sanitaria: è quanto emerge dai dati 2023, gli ultimi disponibili, presentati in Senato. La Regione si colloca in una fascia medio-bassa della classifica nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), i parametri che misurano la capacità delle Regioni di garantire ai cittadini le prestazioni sanitarie fondamentali. La fotografia scattata dalla Fondazione Gimbe restituisce un quadro articolato nelle tre principali aree di valutazione: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Nel primo ambito la Campania si posiziona al sedicesimo posto su 21 con 62 punti; nell’assistenza distrettuale è tredicesima con 72 punti; mentre per l’area ospedaliera si colloca al quindicesimo posto, sempre con 72 punti. A commentare i dati sui Lea diffusi da Gimbe è il consigliere regionale di Forza Italia, Fernando Errico.
“I numeri non consentono letture edulcorate: la sanità campana non va. Il tredicesimo posto su 21 e un punteggio ampiamente al di sotto della media nazionale certificano una realtà che milioni di cittadini vivono ogni giorno: servizi inadeguati, prevenzione debole, assistenza territoriale fragile e ospedali sotto costante pressione. La Campania resta ancora una volta nelle retrovie della classifica nazionale, lontana anni luce dai sistemi sanitari che funzionano davvero”. Errico sottolinea come “essere non ultimi non equivalga a garantire cure dignitose e tempestive, nonostante il grande e duro lavoro quotidiano dei nostri operatori sanitari, medici e infermieri, che suppliscono con professionalità a gravi carenze organizzative”.
“Il dato più allarmante – aggiunge – riguarda la prevenzione, dove la Campania precipita al sedicesimo posto: questo significa diagnosi tardive, malattie intercettate quando ormai hanno un costo umano ed economico altissimo e un conseguente sovraccarico degli ospedali. Anche l’assistenza territoriale, pilastro di qualsiasi sanità moderna, continua a essere largamente insufficiente. Il risultato è un sistema che non tutela i più fragili, alimenta la migrazione sanitaria e scarica le proprie inefficienze su pazienti e famiglie”.
“La Campania – conclude Errico – continua a pagare ritardi strutturali, scelte politiche deboli e una governance incapace di colmare il divario con il resto del Paese. Questi numeri non raccontano un successo, ma una normalizzazione del fallimento. Senza un cambio di rotta serio, concreto e misurabile, a partire dalla prevenzione e dalla sanità di prossimità, la Regione resterà intrappolata in una sanità che regge nei bilanci, ma non funziona nella vita reale dei cittadini”.



