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Cane vagante a Calvi, l’associazione animalista denuncia disservizi: “Volontari lasciati soli per ore”
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Disservizi nella gestione di un cane vagante vengono denunciati pubblicamente dall’associazione “Ciotole Piene, Pance Felici Rescue Italia APS – sezione di Benevento”. A rendere noti i fatti è la presidente Valentina Bufano, che ricostruisce quanto accaduto lo scorso 10 gennaio 2026 nel comune di Calvi.
Secondo quanto riferito dall’associazione, una volontaria ha rinvenuto in strada una cagna di colore nero, razza pastore, regolarmente microchippata. L’identificazione è stata possibile esclusivamente grazie al lettore microchip in dotazione all’associazione, strumento di cui – sottolinea la denuncia – la Polizia Municipale locale risulterebbe priva, nonostante sia l’organo deputato per legge a tali controlli.
Immediatamente è stato contattato il servizio veterinario di reperibilità per l’attivazione delle procedure previste dalla normativa vigente, ma senza ottenere alcuna risposta. La situazione si è ulteriormente aggravata a causa della chiusura del PAV nel fine settimana, circostanza definita dall’associazione “grave e ingiustificabile”, trattandosi di un servizio che dovrebbe garantire continuità operativa anche in caso di emergenze.
Il pronto soccorso veterinario non ha potuto intervenire sul posto poiché l’animale non presentava ferite evidenti. Dopo oltre due ore di attesa, la volontaria si è vista costretta a contattare i Carabinieri, ai quali il veterinario reperibile ha infine risposto. Solo dopo un’ulteriore ora è intervenuto il servizio di accalappiamento, senza la presenza del veterinario reperibile.
Il cane è stato quindi trasportato presso il PAV di San Giorgio del Sannio, chiuso per il weekend e privo di operatori veterinari, dove – secondo quanto denunciato – l’animale sarebbe rimasto solo in un box di circa un metro per un metro, nelle proprie deiezioni, fino al lunedì successivo.
Nel complesso, la volontaria dell’associazione ha trascorso circa quattro ore sotto la pioggia con il cane, assumendosi responsabilità che non le competevano, ma che ha ritenuto di dover affrontare esclusivamente per senso civico e per la tutela dell’animale.
L’associazione richiama la Legge quadro n. 281/1991, le disposizioni regionali e i regolamenti delle ASL, che impongono ai Servizi Veterinari pubblici l’obbligo di garantire la pronta reperibilità anche notturna e festiva, oltre all’intervento tempestivo in situazioni di necessità. Viene inoltre ricordato l’obbligo deontologico del medico veterinario di prestare soccorso agli animali in stato di bisogno.
«Questo – sottolinea la presidente Bufano – è solo uno dei tanti episodi di disservizio che gravano sui volontari nella difficile tutela dei cani vaganti sul territorio». Da qui la domanda rivolta pubblicamente alle istituzioni: cosa dovrebbe fare un cittadino che trova un cane in difficoltà, per di più microchippato, quando i servizi competenti non rispondono?
«Le associazioni di volontariato – conclude la nota – non possono continuare a supplire alle carenze strutturali del sistema pubblico, assumendosi responsabilità che la legge affida ad altri soggetti. Operiamo per senso civico e amore per gli animali, ma chiediamo che gli uffici competenti facciano la loro parte affinché simili episodi non si ripetano. La tutela degli animali è un obbligo di legge e non può restare solo sulla carta».



