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Ospedale ‘San Pio’, Abbate: “Pronti alla protesta se le cose non cambieranno”

In una intervista ad Ntr24 il consigliere regionale perla delle criticità del nosocomio sannita e delle novità che si augura possano arrivare dopo il cambio al vertice della struttura di via Pacevecchia

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“Io spero che si cambi in meglio. Non è difficile perché partiamo quasi da zero, dopo aver resettato le migliori specialità ed i migliori professionisti dovremmo sicuramente migliorare”. Così il consigliere regionale di ‘Noi di centro’ Luigi Abbate in una intervista alla nostra redazione in merito alla situazione all’ospedale San Pio di Benevento. Come si ricorderà, il consigliere mastelliano aveva già duramente attaccato la gestione Ferrante chiedendo a più riprese la sostituzione del manager.

“C’è una carenza di personale, in particolare di anestesisti – ha aggiunto Abbate -. C’è una frattura tra la dirigenza e i professionisti ed io ho chiesto di fare una pacificazione all’interno della struttura e vedere quali sono gli strumenti da mettere in campo. Ho fatto delle vele contro il nosocomio: le ho ancora nel garage e sono pronto a farle intervenire di nuovo, questa volta accompagnate da un centinaio di persone, se non si creano le occasioni per rilanciare il San Pio. Il rischio è che venga declassato al primo livello (dal secondo attuale ndr) ed è una cosa che la comunità di Benevento non si può permettere. A questo disegno, che parte da lontano, ci dobbiamo opporre decisamente come territorio perché non è un problema politico, ma di salute. Ho sempre denunciato le difficoltà e le criticità; non è una battaglia personale, ma un modo per tutelare il territorio.

Nelle prossime settimane, insieme con il sindaco, il presidente dell’Ordine dei Medici e i rappresentanti sindacali, avremo un incontro con il direttore generale Maria Morgante per valutare il da farsi – ha sottolineato -. La situazione non è delle migliori, mi raccontavano che pazienti con fratture a femore o anca vengono trasferiti al Fatebenefratelli o al ‘Moscati’ di Avellino. C’è anche una richiesta dei medici di questi reparti di andare via perché non possono operare senza anestesisti. Sono segnali preoccupanti per il territorio. Sono seriamente preoccupato, noi abbiamo il compito, e mi riferisco a tutti gli esponenti delle istituzioni senza guardare al colore politico, di denunciare quello che non va ed provare ad intervenire per tutelare il diritto alla salute dei nostri concittadini”.

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