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POLITICA

L’attivismo dei parlamentari Pdl per la Provincia di Benevento

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Potenza dei social network, o comunque delle diavolerie elettroniche…

Sostanzialmente in tempo reale, ieri sera il coordinatore provinciale di Benevento del Pdl nonché deputato, Nunzia De Girolamo, partecipando alla riunione con il capogruppo ed il segretario del partito nella quale si è affrontata la discussione sulle eventuali modifiche da apportare alla manovra d’agosto (promesse, così come stanno ormai amplificando tutti gli organi di informazione, per il fine settimana), ha affidato il suo pensiero ad un computer. E con esso ha raggiunto chi ne seguiva le gesta o comunque gli interessati al tema che frequentavano il web.
“Sono alla riunione di direttivo dei gruppi di Camera e Senato del Popolo della Libertà. Cicchitto ha detto che si devono eliminare tutte le province e che non si puó consentire l’eliminazione solo delle piccole. Condivido la posizione del mio capogruppo”: quanto mai efficace nella sua sintesi, il pensiero.

Stamani la posizione di Cicchitto (brandita al momento più come una minaccia alla Lega che come una soluzione) e, allargata, del Pdl, è su tutti gli organi di informazione, ma la tempestività dell’onorevole va attestata. Così come il dibattito che si è aperto dopo la lettura di quella che sin dalla tarda serata di ieri (aggiungendosi e corroborando le note stampa diffuse dal senatore Izzo cui s’è dato ampio spazio) si è profilata come una buona novella politica per la provincia.

Richiesto da più parti – anche istituzionali in loco -, evidentemente l’attivismo dei parlamentari sanniti che fanno parte della maggioranza nel Governo del Paese è giunto, quantomeno nelle comunicazioni. Anzi, il senatore Izzo ha pure rimarcato che non s’è appassionato al dibattito sui confini geografici da ridisegnare perché non ha mai creduto in alcuna soppressione…

In questo modo togliendo il pepe alla salaci discussioni di questo periodo (identità, storia, memoria, simboli, Garibaldi e via citando…), ed al tempo stesso riconoscendo (come, è da supporre, la De Girolamo stessa) la modalità raffazzonata con cui è stata partorita la norma sulla soppressione. Che, dibattiti estivi a parte serviti a riempire le cronache ed offrire visibilità varie, ben difficilmente potrebbe sopravvivere al vaglio costituzionale, come era chiaro sin dall’inizio, ed ora – magari – anche all’esame parlamentare.

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