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CRONACA

Travolto dal camion sul quale si nascondeva: identificato straniero morto a Paduli

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Identificato il giovane di nazionalità straniera deceduto lo scorso 24 settembre all’interno del piazzale della ditta Art Tabacchi, nel territorio di Paduli. A darne notizia è la Procura di Benevento, all’esito di capillari e spedite indagini. Si tratta di un 33enne di nazionalità irachena, nato a Shardhour Assulaymanya,  nella regione del Kurdistan.

Come si ricorderà, l’uomo era caduto dal pianale di un autotreno proveniente da Brindisi e, al momento dell’accesso al piazzale interno dell’azienda, era stato schiacciato dal camion in fase di manovra. Immediatamente dopo, gli operai presenti hanno notato che si trattava di un corpo di un uomo.

Gli inquirenti avevano dunque avviato un procedimento a carico dell’autista, ma dagli accertamenti effettuati nell’immediatezza (verbale di sequestro del mezzo; visita necroscopica;  visione delle immagini di videosorveglianza, posta sul luogo del fatto; escussione a sit dei testi presenti) non sono emersi  gravi indizi per ritenere coinvolto l’autista in attività di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Né sono emersi  elementi per ritenere sussistente la responsabilità per omicidio colposo: l’autista del camion, di nazionalità bulgara, non è stato infatti tratto in arresto ma è rimasto  a disposizione dei magistrati  venendo ospitato presso la ditta predetta, al fine di consentire tutti gli accertamenti del caso ed anche esperire tutte le indagini  necessarie  al fine di identificare la vittima.

Sono state, altresì, attivate urgenti  indagini con la nomina di un esperto informatico per l’esame telefono reperito sul corpo del 33enne. Successivamente, è arrivata la  nomina di un interprete di lingua araba per consultare i tabulati telefonici sul cellulare e il medico legale ha effettuato comparazioni tra le foto del ragazzo e immagini estratte dal telefono.

E ancora: l’interprete di lingua araba ha interloquito con soggetti chiamanti sul telefono e con l’ambasciata irachena  a Roma. Ci sono stati anche contatti con l’ufficio commissario persone scomparse presso il Ministero dell’Interno e con il consolato italiano di Erbil in Iraq.

Infine, sono state acquisiti foto e documenti, oltre al  riconoscimento di segni identificativi particolari, come una vasta cicatrice sull’addome da pregresso intervento  chirurgico, che  hanno consentito di accertare  l’identità della vittima.

Al termine delle indagini, sono stati avvisati i familiari per acquisire il formale atto di  riconoscimento, effettuato  da parte dei suoi genitori dinnanzi al consolato italiano di ERBIL, in Iraq, lo scorso 9 dicembre   e successivamente  trasmesso all’ambasciata irachena a Roma  e poi alla Procura. Sono state attivate, infine, tutte le procedure per consentire il rimpatrio della salma presso il paese di origine e per consentire alla famiglia di esercitare i diritti riconosciuti dal nostro ordinamento ai congiunti delle vittime.

Il procedimento a carico dell’autista è stato trasmesso al Gip sede con richiesta di archiviazione, non emergendo dalle indagini elementi a suo carico a sostegno dell’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed omicidio colposo.

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