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POLITICA

“Il Puc, cos’è?”. Lo svela l’ex Assessore all’Urbanistica Angelo Miceli

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Mancano pochissimi giorni alla grande “maratona” Puc.
Il Piano Urbanistico Comunale di Benevento, dopo l’approvazione da parte della Giunta, sta per approdare in Consiglio Comunale. Da martedì 5 luglio per cinque giorni, mattina e pomeriggio, i consiglieri comunali dibatteranno sulle osservazioni da muovere al piano, per arrivare all’adozione definitiva. Sulla base della variante del piano urbanistico del 1986, si aggiornerà l’assetto della città alla luce della nuove e moderne teorie di governo del territorio, andando aldilà di una semplice suddivisione di particelle.
Uno strumento di programmazione che Benevento attendeva dal più di trenta anni. Non tutti gli abitanti della città però conoscono il Puc e gli interventi in esso previsti. Si tratta di uno strumento molto complesso, dove ad elaborati cartografici e tecnici, si unisce anche un apparato normativo. L’ex Assessore all’Urbanistica nella prima amministrazione Pepe, ora capogruppo PD in Consiglio Comunale, Angelo Miceli, ha fatto un po’ di chiarezza su questo strumento di gestione del territorio comunale.

“Un nuovo modo di vedere la contemporaneità della città e di darne un assetto di sviluppo”, ha spiegato Angelo Miceli, “in grado di incrementare i fattori attrattivi o determinare delle situazioni di miglioramento della qualità della vita. Immaginando una soluzione viaria di nuova ideazione, creazione di parchi per donare una sostenibilità ambientale ad alcuni quartieri della città e innovando tutto quello che riguarda il regolamento edilizio. Seguendo anche le logiche della bioarchitettura, per quanto la cultura nostrana potrà permettere, e in tal senso faremo tutto quello che sarà necessario nel regolamento per dare la possibilità di avere un risparmio energetico a partire dalle proprie abitazioni.”

Tutto questo però con una logica nuova e moderna. Il Puc si suddivide in due parti: una c.d. “strutturale”, dove si dichiarano delle invarianti, come l’aspetto fluviale, la rete urbana, viaria, infrastrutturale; e una parte “programmatica”, la c.d. “flessibilità del piano”. Per questa seconda parte, continua l’ex assessore, “faremo un atto di programmazione degli interventi che ha scadenza triennale, prevederà le zone dove si svilupperà il piano, dando priorità all’interesse pubblico di ridefinire in maniera più moderna gli ambiti urbani della città”. Non si esclude la collaborazione anche dei privati, ad esempio “prestando al diritto di edificare anche una cessione a favore del Comune, che si può tramutare in una cessione, per esempio, di suolo o di opera pubblica”.

Critiche che vengono mosse al puc: sopratutto viene denunciata la possibile cementificazione selvaggia. L’ex assessore Miceli così replica alle varie obiezioni: “Il piano già è stato valutato dal punto di vista della sostenibilità ambientale, come dimostrano i pareri allegati. Appaiono così inesatte certe critiche, anche perchè laddove si propende per una nuova edificazione ci sarà il rispetto di tutti i criteri ambientali e di sostenibilità. A partire da quelli sismici, richiesti anche dalla legge.” Intesificato il rispetto dei fiumi, tranne che “nella fascia interna alla città dove esiste già un costruito”.

Critiche anche al numero esagerato di abitazioni che si prevede di realizzare. Ad esempio l’associazione Altrabenevento sostiene che il PUC sia “sovradimensionato perché prevede 9.900 nuovi vani, cioè circa 2.500 appartamenti di nuova edificazione.”
L’obiettivo della grande attenzione che nel PUC si dedica all’edilizia abitativa è quello soprattutto di fermare i trasferimenti fuori città, a causa degli affitti più competitivi. “Benevento ha perso 6000 residenti negli ultimi 10 anni”, continua Miceli, “non perchè non ci fosse tasso di natalità, ma per un tasso di emigrazione.”
A questa motivazione, si unisce anche un perchè più squisitamente imprenditoriale. “Benevento è una città”, continua Miceli, “comunque legata anche al mondo del comparto edilizio e da questo ne dipende.”

Lascia ben sperare la chiosa dell’ex assessore: “Il buon senso dovrà essere sempre la stella polare di ogni buona amministrazione”.


Erika Farese

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