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CULTURA

L’ultimo Governo Berlusconi e la lotta alla mafia nel libro del beneventano Ciriello

Il sannita, già capo della segreteria del Viminale con il ministro Maroni, ha presentato l'opera al liceo classico 'Giannone' di Benevento

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“La mafia non è invincibile, avrà una fine”, lo dichiarava Giovanni Falcone in un’intervista a Rai3 il 30 agosto del ’91. Una affermazione, che a distanza di anni, rinasce e diventa il punto di partenza del libro del sannita, Giacomo Ciriello, già Capo della Segreteria del Viminale con il ministro Roberto Maroni, che questa mattina ha presentato ai ragazzi del liceo classico ‘Giannone’ di Benevento il suo ultimo lavoro letterario “La mafia si può vincere” (Aragno editore).

Una chiacchierata con i giovani sanniti sui temi della legalità e sul lavoro svolto dallo stato negli ultimi anni nella lotta alle criminalità organizzate in Campania e sull’intero territorio nazionale. Il volume, infatti, ripercorre la storia della legislazione IV governo Berlusconi, tra il 2008 e il 2011, e tutte le azioni messe in campo dello stato.

“Il titolo del libro – ha spiegato l’autore – si ispira chiaramente alla frase di Falcone. Rappresenta la speranza di vincere una battaglia di legalità, ma anche una esortazione a proseguire sulla strada tracciata da quelle esperienza di Governo perchè la battaglia non è finita”.

Leggendo le pagine del libro si ripercorre un piccolo, ma significativo, pezzo della storia d’Italia. Dal primo Consiglio dei Ministri tenutosi a Napoli due settimane dopo il giuramento del Governo, che portò all’approvazione del pacchetto sicurezza, fino agli ultimi protocolli di legalità e agli arresti di superlatitanti nell’autunno 2011. Nel mezzo la strage di Castel Volturno del 2008 ad opera dei casalesi, l’intenso lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, ma anche la nascita di associazioni e dell’Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati alla mafia.

Un libro affascinante, dunque, che racconta di un periodo cruciale per la lotta alle mafie. Parole che spiegano il fenomeno mafioso, sia dal punto di vista più brutale che da quello finanziario. “La criminalità organizzata – ha concluso Ciriello – va combattuta sotto ogni aspetto e per questo è importante chiarire alle nuove generazioni quello che è accaduto e, soprattutto, i risultati ottenuti dallo Stato”.

Per questo raccontare ai ragazzi la criminalità organizzata è fondamentale, preparali senza omettere la verità significa informarli dargli una possibilità di proseguire con convinzione una battaglia contro l’illegalità che si combatte anche con i piccoli gesti quotidiani perché davvero “La mafia non è invincibile”.

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