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SANNIO

Morcone, il Comitato “La Nostra Terra è il Nostro Futuro”: “Prosegue la tutela della risorsa idrica”

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“In questi ultimi giorni sono ripresi i normali periodici controlli sull’andamento freatimetrico delle risorgive in località Fasana – Montagna – Pontelandolfo – Morcone da parte dei geologi della Progeotec, sempre in prosieguo dell’incarico di dicembre 2017 da parte di alcuni attivisti della nostra terra per tenere sotto controllo la delicata situazione in cui versa la Montagna di Morcone, individuata per l’insediamento di mega impianti eolici”. Così in una nota i cittadini del Comitato civico “La Nostra Terra è il Nostro Futuro”.

“A tal proposito – proseguono -, il geologo Vincenzo Briuolo, nel corso di una normale discussione informativa tenuta con cittadini di Morcone, ha dichiarato: ‘Per quanto ci è dato sapere la Procura ha dato mandato ad un CTU di seguire la questione dell’eolico a Morcone, nelle località da noi già indagate; trattandosi di materia idrologica ed idrogeologica pensiamo che i controlli da effettuare siano sulle sorgenti, su piezometri (esistenti o da eseguire) e che abbraccino un periodo minimo di tempo, almeno nelle fasi di passaggio inverno-primavera e primavera estate. Per quel che attiene alla condizione dei travasi i passaggi di controllo sono obbligati su almeno 9 sorgenti in diretto collegamento tra di loro. Sulle sorgenti secondarie i controlli da noi effettuati sono di natura indiretta, meno che sull’area di Dolina Piscina su cui, molto probabilmente saranno ripetute le tomografie negli stessi punti di dicembre 2017. Tutto questo fa parte dei minimi controlli che si possono fare in questa fase. Nel prosieguo dell’anno idrogeologico ritorneremo sulle analisi isotopiche e sulle analisi dei parametri fisici di base ai fini di una valutazione almeno di 6 mesi. Chiaramente confidiamo nelle operazioni di valutazione che l’Ente terzo ha messo in azione’.

Allo stesso tempo, però – scrivono gli attivisti – non si può fare a meno di notare che diverse fontane della nostra montagna, nonostante le copiose piogge di maggio, in questi giorni presentano una portata ridotta. Anche a questa legittima preoccupazione dei cittadini i geologi Briuolo e Portoghese fanno notare che ‘non si può dedurre un abbassamento di portate delle risorgive se non mettendo a confronto i dati di più anni idrogeologici. Ma questo esula dalle nostre possibilità; su queste fasi ci saranno state le più attente valutazioni da parte di Enti più attrezzati di noi e con dati a disposizione ben maggiori dei nostri. In una eventuale fase di confronto la nostra serie di dati dovrà rientrare nei range di controlli su basi temporali più ampie. Se ciò non si verificherà una delle 2 serie di dati non è stata valutata per un tempo sufficiente. Ma questo è ancora prematuro affermarlo. Quando avremo controllato almeno fino a settembre-ottobre potremo essere più esaustivi e rispondere alle preoccupazioni dei cittadini’.

Quello di cui siamo certi noi cittadini – si legge nella nota – è che in tutta quest’area carsica sono presenti preziose sorgenti per la nostra sopravvivenza, estremamente vulnerabili e qualsiasi azione, specie se di natura antropica, può causare danni e criticità notevoli. Asserzione questa, già portata all’attenzione della magistratura di Benevento che sta valutando lo studio idrogeologico dei due professionisti, avvalorato da analisi geochimiche, analisi isotopiche applicate alla Idrogeologia e dati derivanti da studi eseguiti dall’Università di Napoli, Università del Sannio, CNR e Università della Bicocca di Milano. Ci auguriamo che le lavorazioni eoliche, ferme dagli inizi di aprile, non riprendano prima di aver accertato se la realizzazione dell’impianto sulla montagna di Morcone avrebbe cagionato o potrebbe cagionare danni alle falde idriche sotterranee. Al contempo chiediamo di far eseguire studi di dettaglio da parte di soggetti terzi altamente qualificati su tutta l’area, per escludere totalmente qualsiasi effetto di interferenza e di compromissione delle acque sotterranee”.

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