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Villa sequestrata a San Giorgio del Sannio, Ricci replica a Pepe

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“Non mi meraviglia la violenza verbale di Mario Pepe nei miei confronti. Conosco bene l’uomo e so bene la sua vera natura, al di là dell’apparente e falsa mitezza che spesso ostenta. Né mi spaventa Come al solito, egli e suoi sodali stanno cercando di confondere le carte a proposito della Villa Comunale, ma i sangiorgesi non sono fessi e le chiacchiere, le scuse, gli alibi, non riusciranno a capovolgere la realtà dei fatti”. Così l’ex sindaco di San Giorgio del Sannio e attuale presidente della Provincia di Benevento, Claudio Ricci, in una nota per rispondere al primo cittadino, Mario Pepe.

“Una realtà che potrebbe rivelarsi drammatica per la nostra San Giorgio – scrive Ricci -. La verità incontestabile è che l’Amministrazione Comunale, guidata da Mario Pepe è intervenuta in maniera maldestra nella Villa e una semplice operazione, come il taglio dell’erba, è diventato un possibile danno ambientale. Infatti, come tutti i Sangiorgesi, soprattutto quelli che abitano a ridosso della Villa, hanno potuto constatare, l’erba si è rinsecchita e ingiallita nel giro di poche ore solo in seguito all’intervento dell’Amministrazione. La quale, è opportuno ribadire, non per sua scelta, ma solo per imposizione di organi competenti, sta ora procedendo a controlli, a cui si sono ormai affiancati quelli della Magistratura di Benevento.

Per quanto riguarda i controlli – attacca Ricci -, a differenza di ciò che pretendono gli amministratori, nel passato non ce n’era nessuna necessità. Insomma, il fattaccio l’hanno combinato loro e la smettano di nascondersi: a volte, nella vita, è molto dignitoso l’assumersi la responsabilità Mi auguro che il danno non sia irreversibile, non sia tanto grave ma comunque l’amministrazione ha già operato in modo goffo ed incompetente. Respingo al mittente le ironie sulle mie competenze “arboreo-biochimiche”. Mi sono limitato a denunciare politicamente l’operato di questa Amministrazione. Ritengo di averne ancor prima che il diritto, il dovere nella mia qualità di cittadino e consigliere di opposizione. E se proprio vogliamo dirla tutta sulle competenze, restando solo in argomento di “verde pubblico” mi viene in mente quando, come sindaco, disposi la potatura dei tigli sul Viale Spinelli. Mario Pepe, come tutti sicuramente ricordano, improvvisandosi egli sì “botanico”, si avventurò nella nefasta previsione secondo la quale gli alberi sarebbero tutti morti.

Basterebbe ciò – conclude Ricci – a segnare la differenza di competenza e capacità amministrative che ci differenzia. I tigli del Viale Spinelli sono tutti più forti e rigogliosi di prima; Mario Pepe, invece, è stato capace di provocare l’intervento della Magistratura e dell’ARPAC solo per tagliare dell’erba!!! Roba di cui vergognarsi invece di blaterare e abbaiare alla luna come al solito. Per quanto poi attiene alle vittorie e alle sconfitte elettorali, non è proprio il caso di usarle come argomento d’offesa, perché tutti noi passiamo per le une e per le altre. Il vero discrimine è dato dal modo di reagire ad esse. Alle vittorie la reazione è facile; alle sconfitte c’è qualche problema. Per quanto riguarda me, ho reagito alla mia sconfitta con tranquillità, senza dare di testa e soprattutto restando coerente. Mario Pepe al contrario, dopo le sue batoste elettorali, è diventato un autentico camaleonte politico, cambiando i partiti e persino gli schieramenti politici con la stessa disinvoltura con cui si cambiano i calzini. Gli consiglio quindi di non avventurarsi in discorsi di stile e di etica istituzionali, perché da questo punto di vista ha dimostrato, nonostante l’età piuttosto avanzata, di aver ancora molto, ma molto, da imparare. L’ultima giravolta l’ha perpetrata proprio in queste ore, quando al momento dell’insediamento in Consiglio Provinciale, non solo non si è iscritto al raggruppamento che l’aveva votato (Noi Sanniti di Mastella) ma ha scelto di non scegliere, cioè un gruppo autonomo. Nel limbo!!! Chissà, si starà preparando all’ennesimo salto della quaglia!”.

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