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CULTURA

La voce collettiva dell’Italia che resiste

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“La lotta contro le mafie come narrazione collettiva –  L’Italia che resiste”, a cura di Pasquale Iorio, è il libro che verrà presentato a Caserta,lunedì 14 marzo 2011, alle ore 17.30 presso la Feltrinelli, in Corso Trieste 154. Ne discutono:
Camilla Bernabei, Segretaria CGIL Caserta, Lucia Esposito, Università Federico II di Napoli, Immacolata Fedele, Presidente Agrorinasce, Paola Servillo, Docente; coordina: Lorenzo Calò, giornalista de Il Mattino; le testimonianze sul teatro della legalità sono a cura di Caterina di Matteo (Officina Teatro) e Roberto Solofria (Teatro Civico 14). Saranno presenti il curatore e alcuni autori del volume (l’iniziativa è realizzata in collaborazione con Librerie la Feltrinelli, Aislo, Auser Caserta, Carta 48, Etica dei Valori, Consorzio Agrorinasce).

***
Il libro

Pasquale Iorio (a cura di)
La lotta alle mafie come narrazione collettiva
L’Italia che resiste
Introduzione di Stefano Mollica – Presentazione di Marco Giovanoli
Collana Materiali, Formato 14 x 21, Pagine, Prezzo 12,00, Uscita Marzo 2011

La lotta alle mafie è una narrazione collettiva, perché la cultura mafiosa isola e colpisce i suoi avversari lasciati soli, come ricorda Giovanni Falcone. È narrazione perché la stessa cultura mafiosa prospera negli anfratti dell’omertà. Narrazione collettiva, dunque, come doppia sfida alla cultura mafiosa, prima ancora che alle mafie stesse, quella cultura che è, ancora Falcone, «contiguità morale» tra mafia e non-mafia, più insidiosa, se possibile, dell’adesione aperta.
Il lavoro di Pasquale Iorio offre tre chiavi di lettura, distinte e connesse. La prima è il contenuto stesso del libro. La seconda è la sua narrazione itinerante. La terza è la narrazione sulla narrazione. La costruzione a più voci di questo volume, la pluriformità degli spaccati d’osservazione, la ricchezza del dibattito generato e delle intelligenze mobilitate, la varietà dei luoghi delle discussioni e delle generazioni coinvolte, la fatica del narratore itinerante, la mobilitazione delle istituzioni ospitanti, la buona disposizione al confronto rendono l’esperienza del Sud che resiste visto dagli altri una «buona pratica», sia come contributo alla resistenza contro la cultura mafiosa, sia come restituzione della dignità ad un popolo oppresso, sia come, infine, metodologia efficace di produzione collettiva di conoscenza. Tre motivi, questi, che fanno del lavoro di Pasquale Iorio uno strumento fondamentale.

Pasquale Iorio, giornalista pubblicista ed esperto dello sviluppo locale e dell’innovazione tecnologica, con Ediesse ha pubblicato Il Sud che resiste (2009), Impresa sociale, innovazione e legalità (2010).

 

 

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