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La proposta di Formichella: “Canali di fuga e bacini di espansione per evitare altre alluvioni”

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“Il 15 ottobre del 2015, una piena alluvionale ha colpito duramente la città che ad oggi ancora non si è ristabilita del tutto, esempio lampante è il ponte San Nicola percorribile in un solo senso di marcia. Questa nota non vuole essere una polemica su fondi che ancora devono arrivare tra una promessa ed uno stato d’emergenza prolungato, non vuole essere una polemica sulla natura della piena ma una semplice proposta affinché l’evento non debba ripetersi mai più”. Inizia così la nota di Rosaria Formichella, candidata al Consiglio Comunale di Benevento a sostegno di Mastella sindaco, che lancia la sua proposta per evitare altre tragedie come quella causata dall’alluvione dei mesi scorsi.

“Come tutti ben sappiamo, – aggiunge nel comunicato – a pochi km dalla città c’è lo sbarramento diga di Campolattaro, utile sotto molteplici punti di vista, naturalistico, paesaggistico, ambientale, ed alimenta percorsi d’acqua che sfociano nel fiume Calore, zona industriale di Ponte Valentino, nelle vicinanze della Rummo. E difatti questa area assieme ad altre, sono state quelle maggiormente colpite dall’ondata di piena che si è generata.

Per evitare il ripetersi del problema, la proposta che sarà portata avanti indipendentemente dal risultato, è quella della creazione di canali di fuga e relativi bacini di espansione che consentano la diminuzione del flusso d’acqua, con conseguente abbassamento del livello e della portata della piena. Tale progetto – scrive la candidata – prevede la creazione di canali che intercettino la piena del fiume convogliando il flusso d’acqua in opportuni bacini di espansione, in questo caso casse, in modo da consentire un rapido deflusso della corrente ed evitare straripamenti ed esondazioni nelle zone già soggette, ovvero la zona industriale, il rione Ponticelli e la contrada Pantano.

I bacini da realizzare dovrebbero essere due, uno in località ponte Valentino ed uno in località Pantano; il primo consentirà di intercettare le acque provenienti dai vari affluenti del fiume Calore ed evitare che una piena possa colpire il rione, in cui solo un caso fortuito ha evitato una strage. Il secondo bacino interesserà le così dette aree umide di Benevento, dove c’è la confluenza tra Sabato e Calore, e consentirà di tutelare le aree Santa Clementina e Pantano.

A fare da supporto ai canali dovrà esserci la cura degli alvei dei fiumi, ripulendo le sponde dalle erbe infestanti e curando gli alberi, perché vorrei ricordare che se non fosse stato per queste piante dall’alto fusto, sarebbe potuta andare peggio; difatti la funzione dell’albero è quella di rallentare la piena (in molti stati con pericolo tsunami vengono usati proprio per rallentare la potenza dell’evento catastrofico) e di fare da briglia naturale per il terreno. In loro assenza si sarebbe staccata molta più terra dalle sponde, creando dei tappi che avrebbero impedito il deflusso con conseguenze ancora più nefaste; evitiamo quindi proposte risolutive arrancate, sparate senza cognizione di causa come qualcuno ha fatto in questi giorni giusto per dire la “sua”, indicando nella pulizia dei fiumi l’unica soluzione, cosa che invece arrecherebbe solo maggiori danni.

La soluzione delle casse di espansione invece, già applicata con successo in altre parti d’Italia, – conclude Formichella – consentirà di mettere al sicuro tutti gli abitanti delle zone maggiormente soggette a rischio! Oramai con i repentini cambiamenti meteorologici a cui siamo soggetti è possibile che tale evento possa ripetersi, quindi meglio evitare di fare alla solita maniera: dover arrivare a piangere vittime per poi porre rimedio”.

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